D’ANNUNZIO BIDERI lettera 1893 Luglio – Paris

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Lettera originale autografa di Gabriele d’Annunzio, corrispondenza di fine ‘800 tra d’Annunzio ed il suo editore d’allora, “don” Ferdinando Bideri , datata Luglio 1893

Scritta ed autografata di pugno, originale. In discrete condizioni

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Descrizione

Descrizione

Da un piccolo nucleo che costituisce una corrispondenza di fine ‘800 tra Gabriele d’Annunzio ed il suo editore d’allora, “don” Ferdinando Bideri , questa lettera originale datata Luglio 1893, scritta ed autografata di pugno dal vate, quando si trovava a Napoli. Foglio di carta con unica facciata compilata, firmata GABRIEL 

La lettera reca il seguente testo :

 

Caro Don Ferdinando
ho avuta una settimana
di passione, nel senso cristiano;
ne sono fuori dai fastidii.
La penna s'é arrugginita -
Da otto giorni sono a Napoli
(Corso Umberto, 9). Tornerò doma-ni.
Vi porterò qualche cosa.
Spero di trovarvi.
Il vostro
Gabriel

Buona notizia.
Il Théatre Libre di Parigi mi chiede il
permesso di trarre dall'Intrus un - dramma. Je Triumphe !

 

Altro eccezionale documento di un d’Annunzio del periodo napoletano, città in cui abitò e lavorò tra il 1891 e il 1893 e dove compose Giovanni Episcopo e L’innocente, seguiti da Il trionfo della morte (scritto in Abruzzo, tra Francavilla al Mare e San Vito Chietino) e dalle liriche del Poema paradisiaco. Nel 1892, a seguito di una gara con Ferdinando Russo sulla capacità del poeta di comporre liriche in napoletano, D’Annunzio compose anche il testo de ‘A vucchella, romanza che verrà pubblicata nel 1907 musicata da Francesco Paolo Tosti  (La canzone, fu eseguita da celebri tenori come Enrico Caruso e, in seguito, Luciano Pavarotti , venne incisa anche da grandi interpreti della canzone napoletana come Roberto Murolo che ne faranno un classico).

In questa lettera con Bideri del Luglio 1893, d’Annunzio accenna al fatto di essere di nuovo a Napoli, e che il teatro Libre di Parigi gli chiede il permesso di poter tratte un dramma da L’INTRUS  , notizia per la quale si magnifica sottolineando il  JE TRIUMPHE !  a riprova del suo ottimismo narcisista evidenziato ed inseguito durante il periodo nicciano del superuomo.

La lettera autografa di Gabriele d’Annunzio scritta a Ferdinando BIDERI  nel Luglio del 1893 è in discrete condizioni, presenta diversi segni del tempo soprattutto nella parte inferiore del foglio, come evidente dalle fotografie. Tuttavia è un documento unico ed assolutamente importante, che testimonia il primo d’Annunzio.  Se ne garantisce l’assoluta originalità.

Dimensioni del foglio, circa cm. 24 x 16

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Notizie

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Gabriele D’Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1 marzo 1938)

 

D'Annunzio 4.jpg

Firma di Gabriele D'Annunzio

 

THEATRE LIBRE

Il Théâtre Libre (menzionato da d’Annunzio in questa lettera con Bideri del Luglio 1893) è stato movimento teatrale francese promosso nel 1887 a Parigi da André Antoine con lo scopo di rinnovare il repertorio teatrale mettendo in scena opere della più recente drammaturgia naturalistica e grandi opere di autori stranieri.

Nel 1887 André Antoine, un attore dilettante colto e ricco di entusiasmo, fondò a Parigi una piccola compagnia teatrale che chiamò Théâtre Libre. Il suo programma dichiarato era quello di “liberare il teatro da intenti di cassetta”, di contrapporre cioè un teatro d’arte al teatro commerciale allora in auge con conseguenze di degrado artistico e culturale. La sua intenzione era quella di dare l’opportunità ai giovani drammaturghi del nuovo teatro naturalistico di mettere in scena le loro opere. La compagnia del Théâtre Libre ebbe sede a Parigi inizialmente in una piccola sala del Passage de l’Élysée des Beaux Arts (ribattezzata nel 1951 Rue André-Antoine); si spostò pochi mesi dopo al Théâtre Montparnasse e infine, nel 1891, al Théâtre des Menus Plaisirs, un edificio che nel 1897 prese il nome di Théâtre-Antoine.

La prima produzione di Antoine fu un gruppo di spettacoli teatrali in un atto che attirarono l’attenzione di importanti drammaturghi d’avanguardia come Zola e Becque. Il Théâtre Libre ebbe presto un orizzonte internazionale; per esempio, nel 1888 fu rappresentato La potenza delle tenebre di Tolstoj e nel 1889 Cavalleria rusticana di Verga. Oltre ai lavori di drammaturghi francesi, al Théâtre Libre furono messe in scena opere di Ibsen, Strindberg, Hauptmann e Bjørnson. Il Théâtre Libre costituì il modello della Die Freie Bühne di Berlino, dell’Independent theatre di Londra e del Teatro d’arte di Mosca. Contribuì inoltre all’affermazione di nuovi metodi di messinscena e di recitazione, che difficilmente avrebbero potuto essere messi in atto in un teatro prevalentemente commerciale. Antoine incoraggiava i suoi attori a comportarsi come se non fossero a conoscenza della presenza del pubblico, mentre le sue scenografie miravano a ottenere nei minimi dettagli l’impressione della vita reale.

Dal punto di vista finanziario il successo fu scarso. Antoine era oberato dai debiti e il 27 aprile 1896 il Théâtre Libre chiuse i battenti

 

CASA EDITRICE BIDERI

La casa editrice napoletana più antica è la Bideri, fondata nel 1806 da Emmanuele Bidera, barone originario della Sicilia trasferitosi a Napoli. Tra i suoi collaboratori  ebbe Donizetti, che musicò i libretti d’opera da lui editi, Scrisse un libro, Passeggiate a Napoli. Nel 1837 sposò la cantante lirica Teresa Schultz.

La prima sede della casa editrice si trovava in via Concordia. Arrestato per cospirazione nel 1848, fu confinato l’anno seguente nella natìa Palermo. Il figlio Pietro Atanasio mutò il cognome in Bideri. Continuò l’attività paterna, e nel 1865, fondò il giornale Pubblicità editoriale a cura della Tipografia del Plebiscito in via Chiaia, che veniva tradotto  in 5 lingue. Suo figlio Ferdinando Bideri, nato a Napoli nel 1851, studente di giurisprudenza con Enrico Pessina, fu volontario nella guerra franco-prussiana nel 1870. Esule per qualche anno in Svizzera, nel 1876 tornò a Napoli, dove aprì una libreria editrice in via Università Vecchia, odierna via Palladino. Ebbe un notevole successo con la pubblicazione di romanzi d’amore e d’appendice, coadiuvato dalla sua giovane moglie Rosa d’Ajello.

Nel 1883 trasferì la sede in via Cavallerizza a Chiaia, dotandola di una propria moderna tipografia. Pochi mesi dopo, Bideri aprì una nuova sede in via Costantinopoli, dove diede alle stampe le prime opere di Salvatore di Giacomo e dal 1891 di Gabriele D’Annunzio, poi di Ferdinando Russo e del giovanissimo Benedetto Croce. Sempre nel 1891 fondò il settimanale letterario-musicale illustrato La tavola rotonda con firme del calibro di Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli, Matilde Serao, Eduardo Scarfoglio e Benedetto Croce. Nel 1909 la spuntò su Le Figaro di Parigi aggiudicandosi la stampa d Il Manifesto del Futuro di Marinetti. Continuò ad editare importanti pubblicazioni, come il romanzo di Mastriani La cieca di Sorrento, i drammi di Schiller, poesie e canzoni napoletane di  Ernesto Murolo, Mario Costa, Eduardo di Capua, Ernesto tagliaferri Libero Bovio e la celeberrima ‘O sole Mio

Alla improvvisa morte di Ferdinano Bideri nel 1930 nella sua villa di Portici al corso Garibaldi, gli subentrò la figlia primogenita Valentina insieme con le sorelle, Flavia, Silvia e Jole. La casa editrice Bideri di Napoli nel 1959 diventò Società per Azioni: in oltre centocinquant’anni di storia aveva prodotto ventimila canzoni. Man mano aveva incorporato altre piccole case editrici napoletane, avviando la  produzione Bideri discografica.

La Casa Editrice Bideri si è sempre tramandata in linea rigorosamente familiare: la guida del gruppo editoriale Bideri passò a Luciano Villevieille Bideri, che raccolse l’eredità del suo bis-trisavolo dal 1950 al 1995, prima come direttore generale e quindi come presidente. Si ritirò a vita privata nel 2000. Il Gruppo Editoriale Bideri spa, proprietario del più importante catalogo di musica napoletana, attualmente vede alla guida Silvia e Flavio Villevieille Bideri. E non finisce qui: dopo più di duecento anni, un’altra generazione, ovvero Jacopo e Nicolò, figli di Flavio, è pronta a raccogliere il testimone…

Fonte articolo Bideri

Fonte degli articoli  :  Wikipedia , per ulteriori approfondimenti data la vastità dell’argomento dannunziano.

 

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