Arnaldo Mussolini fotografia autografata IL POPOLO D’ITALIA

419,00

Fotografia autografata originale di Arnaldo Mussolini, il fratello del Duce, seduto alla sua scrivania nella redazione de IL POPOLO D’ITALIA

Ai sali d’argento, montata su cartoncino semirigido, realizzata dal fotografo Attilio Badodi di Milano (studio in Via Brera 5)

Dedica ed autografo originali ad inchiostro nero, al prefetto Pietro Giacone

 

Al Camerata S.P. Giacone

la cordialità l’augurio affettuosi

del suo direttore

Arnaldo Mussolini

Agosto ‘931 IX

 

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Descrizione

Descrizione

Fotografia autografata originale che ritrae Arnaldo Mussolini, il fratello del Duce, seduto alla sua scrivania nella redazione de IL POPOLO D’ITALIA. La bella foto evidenzia l’arredamento dello studio del direttore, e si nota sullo sfondo una statua in bronzo che dovrebbe essere il Duce a Cavallo, ovvero la statua equestre innalzata allo stadio Dall’Ara di Bologna nel 1927, opera dello scultore Graziosi.

La fotografia di Arnaldo Mussolini, ai sali d’argento, è montata su cartoncino semirigido ed è realizzata e autografata dal fotografo Attilio Badodi di Milano (studio in Via Brera 5) .  Accompagnata in calce da una dedica con autografo ad inchiostro nero, ad un personaggio di spicco del ventennio fascista, Pietro Giacone, prefetto in varie città italiane ( inclusa Littoria, Rieti, e poi Varese ai tempi della Repubblica Sociale Italiana  R.S.I. )

Al Camerata S.P. Giacone

la cordialità l’augurio affettuosi

del suo direttore

Arnaldo Mussolini

Agosto ‘931 IX

 

Insieme in ottime condizioni, con lievi segni del tempo al cartoncino di supporto.

La fotografia misura circa cm. 23 x 18 , il cartoncino circa cm. 40 x 35

 

Notizie

ARNALDO MUSSOLINI

Chiamato così in onore di Arnaldo da Brescia, conseguì il diploma alla scuola media agraria di Cesena e nel 1909 sposò Augusta Bondanini, dalla quale ebbe tre figli: Vito, Sandro e Rosina. Fu insegnante e segretario comunale socialista di Predappio fino al 1914. Prima di dedicarsi all’insegnamento nel paese natale, Arnaldo Mussolini fu docente di agraria, dal 1908 al 1909, presso l’istituto Falcon-Vial di San Vito al Tagliamento. Affezionatosi a questo paese friulano, svolse il proprio insegnamento anche nelle scuole elementari di Carbona, frazione di San Vito. Il comune limitrofo di Morsano al Tagliamento lo nominò segretario comunale, carica che ricopri sino al 1914. Proprio in omaggio a questo paese che lo aveva accolto con affetto chiamò il suo figlio primogenito Vito; in seguito il comune ricambiò, ponendo, a nome dei Sanvitesi, una lapide a suo ricordo nel cortile dell’istituto Falcon-Vial.

Arnaldo Mussolini, come il fratello, partecipò alla prima guerra mondiale con il grado di sottotenente e nel 1919, al termine del conflitto, si trasferì a Milano. Qui divenne direttore amministrativo del quotidiano fondato da suo fratello, Il Popolo d’Italia, succedendo a Manlio Morgagni, che si occupò della raccolta pubblicitaria. Nel 1922, quando Benito divenne Presidente del Consiglio, ne ereditò la direzione, fedele alle linee politiche del fratello, che assecondava totalmente, pur mitigando alcuni eccessi con uno stile più mite e riservato. Benito Mussolini si fidava ciecamente di Arnaldo, che ebbe anche l’incarico della correzione delle bozze dei discorsi del fratello. Il due novembre dello stesso anno Raoul Vittorio Palermi, Sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio della Gran Loggia d’Italia gli rimise le insegne di 33º grado del Rito scozzese antico ed accettato.

Arnaldo Mussolini (secondo da sinistra) nel 1931

Fra il 1923 e il 1927 si dedicò all’attività di giornalista e a varie iniziative editoriali, dando vita a un giornale per i Balilla, alla Domenica dell’Agricoltore, alla Rivista illustrata del Popolo d’Italia, che fondò con Manlio Morgagni, alla Illustrazione Fascista, al Bosco e Historia, pur continuando a dirigere il Popolo d’Italia. L’interesse per la natura lo indusse inoltre a dedicarsi alla rinascita boschiva, all’organizzazione dell’agricoltura, alle bonifiche, diventando il primo presidente del Comitato Nazionale Forestale. Il 27 novembre 1928 gli fu conferita la laurea honoris causa in scienze agrarie.

Nel 1930 sostenne Niccolò Giani nella fondazione della scuola di mistica fascista a Milano, con l’obiettivo di far rivivere “l’anima del fascismo più vero”, quello della trincea e dei primi anni del movimento, consegnandolo idealmente alle nuove generazioni. La scuola fu intitolata al figlio Sandro Italico, scomparso prematuramente a causa di una leucemia, l’anno prima a soli venti anni. Ne fu presidente anche un altro figlio di Arnaldo, il primogenito Vito.

Di sentimenti profondamente religiosi, Arnaldo Mussolini ebbe una parte importante nel raffreddare i toni tra il regime fascista e la Chiesa cattolica durante la crisi del 1931 riguardante soprattutto l’educazione dei giovani. Nel settembre successivo, grazie ad Arnaldo Mussolini, fu raggiunto un compromesso con il quale i giovani cattolici potevano organizzarsi solamente all’interno dell’Azione Cattolica, senza svolgere alcuna attività politica. Gli accordi con la Santa Sede furono trasmessi dal Ministero dell’Interno a tutte le Regie Prefetture con circolare telegrafica del 16 settembre 1931.

Secondo Marco Zeni, Arnaldo Mussolini si occupò anche del caso Ida Dalser, la “moglie segreta” di Benito, e del loro figlio Benito Albino. Mentre la Dalser finì in manicomio, pare che Arnaldo – non è chiaro se per ordini ricevuti o per affetto personale – trattasse nel miglior modo possibile il nipote Benito Albino. Dopo la morte dello zio Arnaldo, anche Albino venne internato, come la madre, in manicomio, dove morì nel 1942.

Arnaldo Mussolini morì improvvisamente di arresto cardiaco, a Milano, il 21 dicembre 1931, a 46 anni. Fu sepolto nel piccolo cimitero di Paderno di Mercato Saraceno, paese natale della moglie Augusta Bondanini, dove ancora esiste, nella casa di famiglia, il suo studio privato con arredi e cimeli dell’epoca. A Forlì, invece, nella Casa del Balilla, poi della G.I.L., venne aperta una cappella votiva a lui dedicata. La cappella faceva parte del percorso del “pellegrino” fascista dalla stazione di Forlì, lungo il viale Benito Mussolini, oggi viale della Libertà, fino al piazzale della Vittoria, con destinazione la casa natale di Benito Mussolini a Predappio.

Nella chiesa di Santa Maria Nuova, a Mercato Saraceno, una lapide nel pavimento ricorda la tumulazione provvisoria ordinata da Benito Mussolini, in quanto, a causa della neve, il cimitero di Paderno era divenuto inaccessibile.

Gli fu dedicato l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani Arnaldo Mussolini, che dopo la guerra divenne INPGI G. Amendola. Quando morì, Benito Mussolini mandò un telegramma a tutte le scuole, ordinando di piantare una quercia in memoria del defunto Presidente del Comitato Nazionale Forestale.

Dal 1922 alla morte ebbe una relazione con la scrittrice Maddalena Santoro.

Il fratello Benito ne scrive la biografia in Vita di Arnaldo, che inizia così: “Voglio scrivere stasera – 25 dicembre 1931 – X – uno dei più tristi Natali – forse il più triste – della mia vita, le prime pagine del libro che dedico alla memoria di Arnaldo. Oggi, a Palazzo Venezia, per sei ore, ho cominciato lo spoglio delle carte lasciate da lui; operazione necessaria, delicata, che ho compiuto e compirò con grande trepidazione.”

 

GIACONE Pietro

Dall’elenco ufficiale dei prefetti nel periodo fascista, ecco le note riguardanti Giacone Pietro (il destinatario di questa fotografia autografata da Arnaldo Mussolini ) :

Nato a Mombaruzzo (Asti) il 13 dicembre 1884. Tenente Colonnello di artiglieria in posizione ausiliaria. Nominato prefetto di 2ª classe il
16 settembre 1927 e prefetto di 1ª classe il 14 settembre 1934

Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia. Grand’Ufficiale dell’Ordine Mauriziano. Commendatore dell’Ordine Coloniale della Stella
d’Italia. Decorazione dell’Ordine della Aquila Tedesca con Stella. Iscritto al P.N.F. dal gennaio 1920
Medaglia d’oro di Benemerenza dell’Opera Nazionale Balilla. Sciarpa Littoria

Console Generale della M.V.S.N. con Croce di anzianità

Segretario del Fascio di Cuneo (1923) e Segretario Federale Reggente di Sondrio (settembre – dicembre 1923)
Prefetto di Rovigo (settembre 1927 – luglio 1929), Cosenza (luglio 1929 – maggio 1931), Ascoli Piceno (maggio 1931 – luglio 1932)

A disposizione (agosto 1932 – gennaio 1934)

Prefetto di Rieti (gennaio 1934 – luglio 1936), Latina (agosto 1936 – giugno 1937)

A disposizione e incaricato di esercitare le funzioni ispettive (luglio 1937 – agosto 1939) e dall’aprile 1939

Capo della missione a Tirana per l’organizzazione dei servizi di pertinenza degli Enti comunali di assistenza, nonchè dei servizi attinenti all’assistenza materna
e infantile

Prefetto di Trapani (agosto 1939 – giugno 1943), Varese (giugno – agosto 1943)

Con provvedimento del settembre 1944 è collocato a disposizione (R.S.I.), (agosto – ottobre 1943)

Prefetto di Varese (ottobre 1943 – gennaio 1944)

A disposizione con l’incarico di Capo dell’Ufficio Alimentazione presso il Gabinetto del Ministro (Sede Nord), (gennaio 1944 – aprile 1945)

Con Decreto Luogotenenziale dell’agosto 1944 è collocato a riposo per ragioni di servizio dall’agosto 1943. Con successivo provvedimento la decorrenza è fissata – su ricorso – prima all’agosto 1944 e successivamente al dicembre 1945. Deferito alla Commissione per l’epurazione viene dichiarato passibile della
sanzione della perdita del diritto alla pensione. Nell’agosto 1945 viene denunciato dall’Alto Commissariato per le Sanzioni contro il fascismo. Colpito da
mandato di cattura emesso dal Giudice Istruttore di Roma il 6 marzo 1946 viene associato alle carceri di Regina Coeli, per aver “contribuito a mantenere in vigore il regime fascista”

 

Attilio Badodi  (fotografo)

Fu l’autore della fotografia qui in vendita, poi autografata da Arnaldo Mussolini. Trasferitosi poco più che ventenne a Milano da Reggio Emilia, apre nel 1908 lo Studio Fotografico e Fototecnico in Via Brera 5.

La passione per la cultura e, in particolare per le forme artistiche teatrali, lo fanno avvicinare al mondo dello spettacolo. Sono molte le celebrità dell’epoca  che passano dallo Studio per un ritratto d’autore. Badodi viene premiato con medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Fotografia di Torino del 1923.

La sua notorietà fa sì che gli sia affidato l’incarico di fotografo ufficiale del matrimonio tra Edda Mussolini e Galeazzo Ciano, celebrato nel 1930.

Ormai ultra-ottantenne, nel 1965 Attilio cessa l’attività, quando, oltre che per l’età, anche per il senso di delusione per le nuove forme estetiche e tecniche che la fotografia va ormai assumendo: sempre più “foto istantanee”, sempre meno “foto di studio”.

 

Cliccando sui links/foto avrete informazioni generiche, storiche, relative all’articolo in vendita

Partito Nazionale Fascista – Benito Mussolini

 

Fonte degli articoli  :  Wikipedia , Il Popolo d’Italia, per ulteriori approfondimenti data la vastità dell’argomento.

 

8.22

Informazioni aggiuntive

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Peso 1 kg
Dimensioni 50 × 50 × 10 cm
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