Umberto NOBILE dirigibile Italia – Norge – foto autografata

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Foto autografata con firma olografa di UMBERTO NOBILE in uniforme da Tenente Colonnello  della Regia Aeronautica italiana. Noto al mondo per le sue trasvolate con i dirigibile Norge del 1926 ed Italia nel 1928 

In ottime condizioni di conservazione

Misure circa cm.17 x 12

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Descrizione

Descrizione

Foto autografata di UMBERTO NOBILE in uniforme da Tenente Colonnello  della Regia Aeronautica italiana, noto al mondo per le sue trasvolate con i dirigibile Norge del 1926 ed Italia nel 1928 

La firma si trova in diagonale al centro della fotografia, un bello scatto che lo ritrae di tre quarti.

In ottime condizioni di conservazione

 

MATERIALE     :  Carta fotografica, firma olografa ad inchiostro

MISURE            :  cm. 17 x 12 circa

MARCHIO         :

 

NOTIZIE

Umberto Nobile (Lauro, 21 gennaio 1885 – Roma, 30 luglio 1978) è stato un generale, esploratore, ingegnere e accademico italiano.

Fu docente di Costruzioni aeronautiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II per oltre trent’anni, nonché direttore dello Stabilimento militare di costruzioni aeronautiche a Roma dal 1919 al 1928 e generale del Corpo del Genio aeronautico ruolo ingegneri dell’Aeronautica Militare. Umberto Nobile è stato uno dei pionieri e delle personalità più elevate della storia dell’aeronautica italiana, divenne famoso al grande pubblico per le sue due trasvolate in dirigibile del Polo Nord, compiute nel 1926 a bordo del dirigibile Norge e nel 1928 a bordo del dirigibile Italia, quest’ultima conclusasi in tragedia.

 

La trasvolata del Polo Nord

La prima spedizione

Umberto Nobile e la cagnetta Titina, 1926

 

Alle ore 9:30 del 10 aprile 1926 il Dirigibile Norge, comandato da Umberto Nobile, iniziò il suo volo da Ciampino, facendo tappa a Pulham (Inghilterra), Oslo, Leningrado e Vadsø (Norvegia), e giungendo il 7 maggio alle Isole Svalbard. Da qui, saliti a bordo anche l’esploratore norvegese Roald Amundsen e lo sponsor statunitense Lincoln Ellsworth, il Norge riprese il volo il giorno 11 maggio e giunse sopra il Polo Nord il 12 maggio, alle 1.30, ora di Greenwich. Proseguirono come programmato verso l’Alaska e atterrarono due giorni dopo a Teller, invece che a Nome, per le avverse condizioni atmosferiche, compiendo una traversata di oltre 5300 km di volo ininterrotto.

Successivamente, questo viaggio sfociò in una controversia tra Nobile e Amundsen, su a chi andasse il merito e il credito per la spedizione.

Il Norge parte da Ciampino

 

Il crescente favore del partito fascista in Italia riteneva l’impresa di Nobile una buona pubblicità al movimento anche oltreoceano mentre i norvegesi reclamavano il merito maggiore visto che l’idea era loro, così come l’acquisto del dirigibile: Amundsen era il grande personaggio della Norvegia, il suo eroe, ma per tutta la durata del viaggio non ebbe altro ruolo che quello di un malcontento passeggero. Una volta tornato in Italia Nobile fu promosso da Mussolini a maggior generale del Genio Aeronautico.

Sempre nel 1926 Nobile istituì il gabinetto di Costruzioni Aeronautiche all’Università di Napoli “Federico II”.

La seconda spedizione

Umberto Nobile ritornò al Polo Nord come comandante del dirigibile Italia. Questa nuova spedizione, dal carattere marcatamente scientifico, ebbe inizio il 15 aprile 1928, da Milano. Alla spedizione partecipò anche, con funzioni di supporto, un gruppo di alpini al comando del capitano Gennaro Sora, che avrebbe poi preso parte alle operazioni di soccorso conseguenti il disastro del dirigibile Italia.

Dopo aver attraversato le Alpi, l’Austria, la Cecoslovacchia, la Germania e la Svezia l’Italia raggiunse Kingsbay, base norvegese nelle isole Svalbard. Dopo aver effettuato un primo viaggio di esplorazione a oriente delle Svalbard l’Italia partì per il Polo Nord il 23 maggio 1928. L’ambito limite geografico fu raggiunto alle 00:24 del 24 maggio 1928; dalla verticale del punto furono lanciate una croce benedetta da Pio XI e una bandiera dell’Italia. Il dirigibile non poté effettuare un atterraggio come previsto a causa delle avverse condizioni climatiche e dopo due ore sopra il polo iniziò il viaggio di ritorno.

La Tenda Rossa

 

A tragitto quasi del tutto completato, proprio mentre spiccavano all’orizzonte le montagne delle isole Svalbard, il dirigibile Italia si schiantò sui ghiacci a causa di una violenta tempesta. La cabina di comando rimase sul ghiaccio con dieci uomini (Nobile, Zappi, Mariano, Viglieri, Biagi, Behounek, Malmgren, Cecioni, Trojani, Pomella morto nell’impatto) e Titina, la cagnetta del generale, i quali vennero sbalzati dall’urto sul ghiaccio, mentre il resto del dirigibile (l’involucro con l’idrogeno e la grande trave chiglia sottostante contenente gran parte del carico), reso più leggero, riprendeva quota portando con sé altri membri dell’equipaggio destinati a scomparire per sempre (Pontremoli, Arduino, Ciocca, Lago, Alessandrini e Caratti). Nobile riportò gravi ferite a un braccio e a una gamba, al punto da dover essere sistemato in un sacco a pelo, dove rimase fino all’arrivo dei soccorsi.

I superstiti, fortunatamente, si trovarono circondati di materiali caduti con l’impatto o gettati eroicamente da Arduino dall’aeronave, tra i quali cibo, una radio e la famosa Tenda Rossa (che in realtà era di color argento, colorata di rosso con dell’anilina, sostanza usata per le rilevazioni altimetriche), entro la quale si adattarono a vivere per sette settimane.

Dall’incidente scaturì la prima spedizione internazionale di soccorso polare e un mese dopo Nobile venne portato in salvo con un piccolo aereo svedese comandato dal tenente svedese Lundborg. Nobile non voleva essere salvato per primo, poiché Cecioni aveva una gamba fratturata, ma il pilota svedese aveva precise consegne e fu irremovibile nell’ordinare al generale di essere salvato per primo. Quando il pilota ritornò a prendere gli altri, precipitò egli stesso, rimanendo a sua volta imprigionato tra i ghiacci. In totale perirono otto persone dell’equipaggio dell’Italia; lo stesso Amundsen morì, scomparendo per sempre, mentre volava su quelle gelide isole per prendere parte alle ricerche dei dispersi.

Mentre tutte le forze internazionali di soccorso si erano mobilitate per salvare i superstiti, la sola nazione che rimase inerte fu proprio l’Italia. La nave appoggio Città di Milano, comandata dal capitano Romagna, rimase alla fonda nella Baia del Re su precisi ordini di Roma. Una volta che Nobile vi salì a bordo vi rimase da prigioniero, impossibilitato a fornire utili indicazioni per il salvataggio, mentre la stampa, su pressione del governo fascista, lo tacciava di vigliaccheria (Nobile non aveva mai espresso il proprio entusiasmo politico verso il regime). Solo il 12 luglio 1928 il rompighiaccio sovietico Krassin raggiunse i superstiti e li trasse in salvo. A capo della squadra di soccorso era Rudol’f Lazarevič Samojlovič.

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        SIMBOLO Regia Aeronautica

 

Fonti  Wikipedia

 

2.21

Informazioni aggiuntive

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Peso .5 kg
Dimensioni 20 × 20 × 20 cm
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