Medaglia CRIMEA Regno Sardegna – NOMINATIVA caporale

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Medaglia commemorativa per la campagna di CRIMEA del 1853 , versione nota come CRIMEA SARDA , istituita con regio decreto del 1856 in riconoscenza a quei militari piemontesi che avevano prestato servizio nel Corpo di Spedizione Sardo in Crimea

Medaglia impreziosita dall’incisione sul bordo, del nominativo

9′ REGG°  FANT a    FOCACCI ALBERTO   CAP le

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Descrizione

Descrizione

Medaglia commemorativa per la campagna di CRIMEA del 1853 , conflitto combattuto dalle potenze europee con la partecipazione dell’esercito del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II contro l’impero russo.

La medaglia è la versione anche nota come CRIMEA SARDA , che venne istituita con regio decreto del 1856 in riconoscenza a quei militari piemontesi che avevano prestato servizio nel Corpo di Spedizione Sardo in Crimea, nell’ambito della Guerra di Crimea al comando del generale Alfonso La Marmora.

La unicità di questo esemplare è data dalla INCISIONE del nominativo del milite che ne fu insignito, incisione che corre lungo il bordo della medaglia. Possiamo leggere  9′ REGG°  FANTa  FOCACCI ALBERTO  CAPle   in bellissimi caratteri inscritti a mano, per un insieme assolutamente unico e romantico.

Come risulta dal libretto di servizio del Focacci, egli si imbarcò il 13 Ottobre 1855 e terminò la sua partecipazione alla spedizione in Crimea il 9 Giugno 1856, ricevendo la medaglia inglese di Crimea il 19 Giugno 1856. Scambiò la medaglia nella versione inglese con quella italiana che abbiamo qui in vendita, il 30 Novembre 1856 (documento personale n.7268). Morì il 19 Giugno 1857

 

La medaglia della CRIMEA del Regno di Sardegna era sul modello di quella inglese dal momento che spesso essa veniva concessa per sopperire alla mancata concessione della medaglia inglese o per quanti volessero sostituire la decorazione inglese con quella sarda. Venne ad ogni modo assegnata in minor quantitativo rispetto a quella inglese ed a quella turca di cui molti militari piemontesi beneficiarono.

E’ costituita da un tondo d’argento riportante sul diritto il profilo di Vittorio Emanuele II rivolto verso sinistra ed attorniato dalla legenda “VITTORIO EMANUELE II”

Sul retro si trovava la scritta “CRIMEA” “1855.1856”. Fu realizzata dall’incisore Ferraris come è visibile dall’iscrizione sotto il busto del re sul diritto della medaglia. Il nastro è azzurro bordato di giallo, uguale a quello per la medaglia inglese.

 

 

MISURE    :  diametro circa mm. 36

MATERIALE  :  argento

MARCHIO/PRODUTTORE :  Ferraris

 

Notizie

Guerra di Crimea

Fu un conflitto per il controllo dei Balcani e del Mediterraneo (1853-56) che oppose alla Russia l’impero ottomano, sostenuto da Francia e Gran Bretagna, con l’appoggio di un corpo di spedizione piemontese. Il pretesto alla guerra venne dalla Palestina, dove i cattolici spalleggiati dalla Francia e i greco-ortodossi dalla Russia si contendevano il possesso dei luoghi santi. Nonostante il sultano avesse confermato nel febbr. 1852 alla Chiesa greca quasi tutti i suoi privilegi, lo zar Nicola I inviava in missione a Costantinopoli (febbr. 1853) il principe Menšikov per tentare di ottenere dal sultano anche il riconoscimento esplicito della protezione russa sui 10-12 milioni di sudditi greco-ortodossi del suo impero. Avendo la Porta respinto, in quanto lesiva della propria sovranità, la pretesa dello zar, il 3 luglio le truppe russe passavano il Prut e rapidamente occuparono la Valacchia e la Moldavia; ma la nota con cui le potenze occidentali d’Europa si rifiutarono di riconoscere la legittimità delle pretese russe (28 luglio 1853) incoraggiò alla resistenza i turchi, che il 4 ott. dichiararono la guerra. I russi estesero le operazioni dal Danubio al Caucaso, minacciando contemporaneamente Costantinopoli dai Balcani e dall’Anatolia, mentre la flotta distruggeva quella turca a Sinope (30 nov. 1853). La Francia e l’Inghilterra si strinsero in alleanza (10 apr. 1854) e dichiararono guerra alla Russia, mentre l’Austria e la Prussia s’impegnavano tra loro con un trattato (20 apr. 1854) a ottenere dalla Russia lo sgombero della Valacchia e della Moldavia, poiché alle potenze tedesche non poteva essere indifferente la sorte delle bocche del Danubio. L’esercito russo, pressato a Occidente dal corpo di spedizione anglo-francese sbarcato nel maggio a Varna e di fronte da Omar pascià, si affrettò a sgombrare la Valacchia e la Moldavia (25 giugno), che furono occupate dagli austriaci: fu così tolto alle potenze tedesche ogni interesse diretto a entrare in una coalizione contro la Russia. Francia e Inghilterra decisero allora di fiaccare la potenza navale russa nel Baltico e nel Mar Nero e allargarono contemporaneamente le operazioni nel Pacifico, dove però fallirono contro la tenace resistenza della base navale di Petropavlovsk. Sebastopoli, massimo porto russo nel Mar Nero, costituì allora l’obiettivo strategico principale degli anglo-francesi: sbarcati tra il 14 e il 18 sett. 1854 a Eupatoria (Crimea), gli alleati, agli ordini di lord Raglan e del generale Saint-Arnaud, vinsero i russi al fiume Al′ma (20 sett.), ma, dopo la sconfitta a Balaklava (25 ott.) e la vittoria nella battaglia di Inkerman, ebbe inizio un’interminabile e logorante assedio, con notevoli perdite tra gli assedianti per gravi epidemie di colera. Nell’agosto 1855 ebbe luogo la decisiva battaglia della Cernaia o del ponte di Traktir (16 ag.), perduta dai russi soprattutto grazie alla resistenza opposta dalle truppe piemontesi inviate sul luogo nel maggio di quell’anno dopo l’adesione del regno di Sardegna all’alleanza franco-inglese. Ma solo l’8 sett. cadeva la torre di Malachov, chiave di Sebastopoli, e fra l’11 e il 12 sett. la piazza stessa; il generale Gorčakov riuscì tuttavia a trarre in salvo l’esercito russo sull’istmo di Perekop. L’adesione incondizionata del regno di Sardegna avrebbe dovuto servire, nei progetti degli alleati, a convincere anche l’Austria, libera da ogni timore per le sue province italiane, a intervenire nella guerra, ma il governo di Vienna aveva preferito intraprendere, nel frattempo, un’azione diplomatica mediatrice, che raggiunse il suo scopo solo il 16 genn. 1856, allorché finalmente il nuovo zar di Russia, Alessandro II, si decise a capitolare. Si venne così al Congresso di Parigi, che garantì l’indipendenza e l’integrità dell’impero ottomano, chiuse gli stretti alle navi da guerra, limitò gli armamenti russo-turchi nel Mar Nero, proclamò la libera navigazione nel Danubio e l’autonomia dei principati sotto l’alta sovranità della Porta e il protettorato collettivo delle potenze. Il regno di Sardegna, grazie alla sua partecipazione alla guerra di Crimea, come celebrata nella medaglia in vendita, fu ammesso ai lavori del congresso su piede di parità formale con le altre potenze, ciò che dette modo a Cavour di sollevare in quella sede la questione italiana.

 

Fonte degli articoli  :  Treccani

 

6.21

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