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Nazionalista italiano fascismo antemarcia ELMETTO Adrian

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Elmetto Adrian per¬† ¬†NAZIONALISTA¬† italiano , originariamente facente parte degli Adrian di prima dotazione del Regio Esercito nella prima guerra mondiale, colorato di Bleu Horizon, e ridipinto di vernice azzurra come dal colore dei nazionalisti che vestivano in CAMICIA AZZURRA . Il fregio √® un’aquila del tipo specificatamente NAZIONALISTA , realizzata in materiale cartaceo dipinto a mano ed applicato sul frontale dell’elmetto stesso. Elmetto mancante dell’interno, e con evidenti segni del tempo. Aquila con mancanza ad una delle due ali.

 

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Descrizione

Descrizione

Elmetto Adrian per¬† ¬†NAZIONALISTA¬† italiano , usato nei movimenti nazionali che nascevano insieme al fascismo antemarcia, L’Elmetto originariamente facente parte degli Adrian di prima dotazione del Regio Esercito nella prima guerra mondiale, colorato di Bleu Horizon, √® ridipinto di vernice azzurra (un blu pi√Ļ scuro rispetto a quello originale sottostante), come dal colore dei nazionalisti che vestivano in CAMICIA AZZURRA , e lo possiamo notare nei diversi punti di mancanza della vernice stessa. All’interno troviamo il timbro¬† BA¬† all’interno di un cerchio, sormontato da una corona reale. Il fregio √® un’aquila del tipo specificatamente NAZIONALISTA , realizzata in materiale cartaceo dipinto a mano ed applicato sul frontale dell’elmetto stesso. Purtroppo l’aquila presente una mancanza all’ala destra (sinistra guardando l’elmetto di fronte) , e l’elmetto √® privo del suo interno in tela cerata o pelle. Comunque resta un pezzo carico di storia, e quasi unico nel suo genere. Siamo ancora fortunati ad averlo qui con noi dopo 100 anni !!!

 

Alcune foto di materiale nazionalista italiano , pre fascismo, antemarcia

MATERIALE     :  metallo

MISURE¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† :¬† –

MARCHIO         :  BA (?)

 

NOTIZIE

Il¬†nazionalismo italiano¬†√® l’ideologia¬†nazionalista¬†che postula l’omogeneit√† culturale degli¬†italiani¬†in qualit√† di¬†nazione.Esso sostiene che gli italiani siano un popolo di cultura e lingua sostanzialmente omogenea, in quanto discendenti degli¬†antichi romani¬†che hanno abitato la¬†penisola¬†per secoli, in un periodo di¬†unit√† storica dell’Italia. Il nazionalismo italiano ha storicamente aderito anche a¬†teorie imperialistiche. Le origini del nazionalismo italiano sono state spesso individuate nel¬†Rinascimento.

Il nazionalismo italiano torn√≤ prepotentemente in auge negli anni immediatamente precedenti la¬†prima guerra mondiale, (movimento nazionalista italiano, pre fascismo, antemarcia ) con la ripresa del colonialismo¬†e con le¬†pretese irredentiste¬†verso alcuni territori¬†italofoni¬†ancora sotto il dominio dell’Austria-Ungheria, costituendo nel 1910 un partito politico, l’Associazione Nazionalista Italiana, con leader¬†Enrico Corradini. Fu poi uno dei tratti distintivi del¬†regime fascista.

Prima e dopo l’unit√† d’Italia, diversi movimenti legati alle identit√† territoriali (vedansi per esempio il¬†sardismo, strutturatosi definitivamente gi√† in occasione della “Fusione Perfetta” del 1848, e il¬†sicilianismo, proiettatosi contro i¬†Borbone¬†e in seguito i¬†Savoia) misero in discussione il piano della cosiddetta “piemontesizzazione” dello stato guidato dal¬†Regno sardo-piemontese, criticato anche da alcuni nazionalisti non monarchici. Lo sviluppo di differenti condizioni economiche, contribuenti alla definizione di un ampio divario fra un “Nord” altamente industrializzato e un “Sud” marcatamente agricolo, ha messo a dura prova la costruzione dell’attuale identit√† italiana. Tale divario economico, negli anni Ottanta, ha provocato il sorgere del cosiddetto¬†padanismo, un fenomeno quasi esclusivamente legato alle fortune elettorali in¬†Lombardia¬†e¬†Veneto¬†della Lega Nord (attestatasi poi su un moderato nazionalismo), e del¬†neoborbonismo.

Dalla presa di Roma al primo novecento

Dopo l’unit√† d’Italia venne completata nel¬†1870, con la¬†presa di Roma¬†e la fine dello¬†Stato Pontificio, il governo italiano dovette affrontare la paralisi politica interna e le tensioni interne, con conseguente ricorso a una¬†politica coloniale¬†per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica italiana e arginare il malcontento generale. L’Italia riusc√¨ a colonizzare le coste dell’Africa orientale, cio√® l’Eritrea¬†e¬†Somalia¬†(oltre alla piccola¬†Concessione italiana di Tientsin, in¬†Cina), ma venne arginata in¬†Etiopia¬†con 15.000 italiani che morirono nella¬†guerra d’Abissinia, provocando il conseguente ritiro del¬†Regio esercito, la caduta del governo di¬†Francesco Crispi¬†e la fine della prima avventura coloniale. Nel¬†1911-1912¬†l’Italia¬†dichiar√≤ guerra¬†alla¬†Turchia, ottenendo la¬†Libia¬†e le isole del¬†Dodecaneso italiano. Tuttavia, questi tentativi di ottenere il sostegno popolare di massa non riuscirono, e alcune ribellioni e proteste violente, come avvenuto gi√† con i moti del 1898 divenne cos√¨ intenso che molti osservatori ritenevano che il Regno d’Italia non sarebbe sopravvissuto.Venne concesso anche il¬†suffragio universale¬†maschile, ma lo¬†stato liberale¬†era ormai in crisi, alla vigilia della¬†prima guerra mondiale.

L’associazione nazionalista e l’interventismo

Enrico Corradini, leader dell’ANI

Stanchi dei conflitti interni in Italia, un movimento di intellettuali borghesi guidati dal celebre poeta e scrittore¬†Gabriele D’Annunzio, soprannominato¬†il Vate d’Italia, e da altri come¬†Gaetano Mosca,¬†Enrico Corradini, il¬†futurista¬†Filippo Tommaso Marinetti, il¬†sindacalista rivoluzionario¬†Filippo Corridoni¬†e¬†Vilfredo Pareto¬†cominciarono una serrata critica al sistema parlamentare e d’incitamento ad una politica nazionalistica, e la loro posizione guadagn√≤ seguito tra gli italiani, perfino tra i¬†socialisti. D’Annunzio divenne un modello per i giovani italiani, sostenendo azioni di forza in senso nazionalista.

Nel¬†1910¬†Corradini diede vita all’Associazione Nazionalista Italiana, che raccolse le adesioni di numerosi esponenti politici e intellettuali, tra i quali¬†Giovanni Pascoli. L’ANI sottolineava la rilevanza dell’eroismo, il sacrificio dell’individualismo, la necessit√† di disciplina nella societ√†, la maestosit√† e la potenza di Roma antica, e l’amore del rischio e del pericolo. Essa, inoltre, si dichiar√≤ a favore del¬†protezionismo¬†industriale, ottenendo in tal modo il sostegno di larghi settori della grande industria. L’ANI aveva seguito soprattutto tra gli studenti e gli intellettuali.

Allo scoppio della¬†prima guerra mondiale¬†nel¬†1914, l’Italia inizialmente mantenne la¬†neutralit√†, nonostante la sua alleanza ufficiale (“Triplice Alleanza”) con la Germania e l’Austria-Ungheria dal¬†1882¬†sulla base del fatto che i due imperi stavano conducendo una guerra di aggressione. Nel 1915, spinta popolarmente verso l’interventismo¬†dal movimento¬†irredentista¬†di¬†Cesare Battisti¬†(nato in territorio austriaco, e per questo catturato e impiccato dagli austriaci durante il conflitto), e da D’Annunzio, l’Italia entr√≤ in guerra a fianco degli¬†inglesi¬†e dei¬†francesi, nella Triplice Intesa, contro l’Austria-Ungheria¬†e la¬†Germania.

Con l’adesione degli Stati Uniti e la defezione della Russia, la coalizione divenne nota come “alleati”, in contrapposizione agli¬†Imperi centrali. Dopo la disfatta di Caporetto, il sentimento nazionalista crebbe in tutta Italia, per il sentimento diffuso della “patria in pericolo”. Questo, per√≤, non valse a coinvolgere la popolazione, che in larga parte rest√≤ estranea alle ragioni della guerra.

L’orgoglio nazionalista divenne importante in Italia anche dopo la fine delle ostilit√† nel novembre 1918 con la vittoria dell’Italia e e delle forze alleate contro l’Austria-Ungheria e l’annessione dei territori irredenti, come il¬†Trentino – Alto Adige, l’Istria¬†e la¬†Venezia Giulia, in quella che i nazionalisti presentarono come la¬†Quarta guerra d’indipendenza italiana. Il popolo di Roma scese in piazza per celebrare la vittoria. ( Il movimento nazionalista italiano scendeva in piazza anticipando il¬† fascismo, una sorta di antemarcia )

Dalla vittoria “mutilata” al Dannunzianesimo fiumano

Le richieste italiane nel piano di pace di Parigi del¬†1919, quale erano state promesse nel 1915, non furono pienamente raggiunte, in quanto all’Italia vennero concesse si le terre irredente, ma da esse furono escluse la citt√† di¬†Fiume¬†e la¬†Dalmazia.

In particolare, i nazionalisti italiani erano infuriati per la negazione del diritto di annettere Fiume, sostenendo che avrebbe violato i principi dell’autodeterminazione dei popoli¬†di¬†Woodrow Wilson. Molti scontenti si raccolsero intorno all’eroe di guerra D’Annunzio, che rispose mobilitando duemila veterani, i legionari di Fiume, che¬†presero la citt√†¬†con la forza; questa azione venne accolta nella condanna internazionale, ma venne sostenuto dalla maggioranza degli italiani, in nome della giustizia contro la “vittoria mutilata”. Anche se il governo¬†rivoluzionario¬†e nazionalista di D’Annunzio, la¬†Reggenza Italiana del Carnaro, fu costretto a cedere per l’intervento dell’esercito italiano, l’Italia annett√© lo¬†Stato Libero di Fiume, creato dalle potenze alleate dopo la fine del periodo dannunziano, pochi anni dopo.

Il fascismo, la seconda guerra mondiale ed il secondo dopoguerra

Presentatasi alle elezioni politiche del 1921, l’ANI elesse una decina di deputati alla Camera. Il movimento nazionalista italiano, anticipando un pre fascismo antemarcia , precede la presa del potere del fascismo, con a capo¬†Benito Mussolini, nazionalista ed ex¬†socialista rivoluzionario, che divenne¬†Primo Ministro¬†nell’ottobre¬†1922, port√≤ nell’aprile 1923 all’unificazione dei partiti nazionalista e fascista. La nascita nel¬†1925¬†di uno stato¬†totalitario, e dal 1938 anche¬†razzista, fece da subito appello al nazionalismo italiano, sostenendo la costruzione di un¬†Impero italiano¬†nel¬†Mediterraneo, tramite il progetto della “Grande Italia”, ottenendo inoltre la¬†conciliazione con la Chiesa cattolica.

Mussolini cerc√≤ di costruire relazioni strette con la Germania e il Regno Unito, mentre mostr√≤ ostilit√† verso la Francia e la¬†Jugoslavia. Con la¬†guerra d’Etiopia, l’annessione dell’Albania, e alcune campagne a fianco della¬†Germania nazista, dopo l’alleanza con essa e il¬†Giappone, nell’ambito delle¬†Potenze dell’Asse, l’Italia occup√≤ nel¬†1940-41¬†un territorio considerevole (3.965.030,5 km¬≤, una superficie superiore a quello dell’antico¬†Impero romano d’Occidente, ultimo nucleo statale in Italia della¬†grande potenza romana¬†a cui il nazionalismo mussoliniano si richiamava idealmente nella propaganda), anche se per pochissimo, consentendo intanto a Mussolini di proclamare la rinascita dell’Impero sui¬†“colli fatali di Roma”¬†(1936), con a capo¬†Vittorio Emanuele III, “Re d’Italia¬†e di Albania,¬†Imperatore d’Etiopia”.

Mussolini durante un discorso

 

La sconfitta dell’Italia, in seguito all’armistizio¬†con gli “alleati” nel¬†1943, la¬†fuga del re da Roma, la divisione temporanea tra occupanti nazisti, alleati con i fascisti al nord, e angloamericani, alleati con i monarchici al sud, posero fine di fatto all’impero coloniale italiano ben prima del¬†1945¬†(sancendo inoltre la perdita temporanea di Trieste, a quella definitiva di alcuni territori, come l’Istria e le isole dalmate).

Negli ultimi anni di guerra, si dichiaravano patrioti sia i fascisti della¬†Repubblica sociale italiana, sia parte del movimento della¬†Resistenza italiana, precisamente i¬†partigiani¬†che si ispiravano al nazionalismo moderato, detto anche nazionalismo democratico. Nel¬†1946, anche la¬†monarchia¬†decadde e l’Italia divenne una¬†Repubblica. La Repubblica italiana conserv√≤ solo la Somalia in¬†amministrazione fiduciaria, dal¬†1950¬†fino al¬†1960, ed entr√≤ nelle¬†Nazioni unite¬†e nella¬†NATO. Alcuni nazionalisti videro nell’adesione, o pi√Ļ precisamente nel posizionamento sul suolo italiano di alcune basi americane in funzione¬†antisovietica¬†(molte delle quali gestite da statunitensi e alcune con la presenza di¬†armi nucleari condivise), una¬†colonizzazione¬†militare implicita della penisola.

La¬†Costituzione della Repubblica italiana¬†del 1948 “ripudia la guerra” (art. 11), ma considera “sacro dovere del cittadino” la difesa della¬†Patria¬†(art. 52). La cultura della¬†prima Repubblica¬†in questo ripudio si era per√≤ spinta oltre: “fino a considerare con sospetto (unico caso in Europa) lo stesso riferimento allo Stato e alla difesa degli interessi nazionali”. Le espressioni “nazionalismo costituzionale” e “patriottismo costituzionale” furono tuttavie usate dal¬†secondo dopoguerra¬†per indicare un sentimento nazionale ma di natura fortemente¬†antifascista.

 

Fonti   Nazionalismo Italiano  ,    ANI

1.20

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Peso .5 kg
Dimensioni 20 × 20 × 20 cm
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