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Decima Flottiglia Xª MAS Anello – Argento

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Anello per milite della  MAS , Decima Flottiglia , originale del periodo, artigianale ed inciso a bulino riportante il teschio con la  ROSA tra i denti

Realizzato presumibilmente in argento (anche se non vi sono i punzoni del metallo) o metallo argentato

Oggetto facente parte del corredo personale di un milite della mitica Decima MAS

In ottime condizioni, con segni d’uso

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Descrizione

Descrizione

Anello per milite della  MAS , Decima Flottiglia , inciso a bulino riportante il teschio con la  ROSA tra i denti.

Questo anello della Decima Flottiglia MAS è originale del periodo, realizzato presumibilmente in argento (anche se non vi sono i punzoni del metallo) con bella lavorazione artigianale come la grande  scavata al piatto superiore dell’anello, ed i dettagli alla fascetta sui bordi sinistro e destro.

Oggetto facente parte del corredo personale di un milite della mitica Decima MAS, di cui abbiamo avuto anche altro materiale in passato (Scudetto omerale verniciato)

In ottime condizioni, con segni d’uso

 

MATERIALE     :  argento o metallo argentato

MISURE  (1)      :  mm. 11×15 la placca rettangolare con l’incisione

MISURE (2)      :  mm. 21 circa diametro interno

PESO                   :  gr. 7 circa

MARCHIO         :  –

 

NOTIZIE

La Flottiglia MAS (dal 1º maggio 1944, con l’unificazione di vari battaglioni, rinominata in Divisione fanteria di marina Xª  anche nota come Xª MAS , Decima Flottiglia MAS nota per il suo stemma/scudetto con Teschio) è stato un corpo militare indipendente, ufficialmente di fanteria di marina della Marina Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, attivo dal 1943 al 1945. La Xª Flottiglia MAS al nord, al comando del capitano di fregata Junio Valerio Borghese in seguito all’armistizio di Cassibile , strinse accordi di alleanza con il capitano di vascello Berninghaus della Marina da guerra germanica.

Durante i due anni che seguirono operò in coordinazione coi reparti tedeschi, sia per contrastare l’avanzata alleata dopo lo sbarco di Anzio e sulla Linea Gotica e nel Polesine, sia in operazioni contro la resistenza italiana con forte determinazione e perdite significative. Attività durante la quale l’unità impiegò strategie tipiche della controguerriglia e in alcuni episodi si macchiò di crimini di guerra, e infine nel tentativo di difendere i confini nordorientali dalla controffensiva iugoslava, cercando anche di affermare l’italianità di quelle regioni di fronte alle politiche annessionistiche dell’occupante tedesco sostenuto da elementi collaborazionisti serbi, croati e sloveni. Peraltro questi tentativi ostacolati anche dagli stessi tedeschi non ottennero risultati definitivi ed i reparti inviati in Friuli furono presto fatti trasferire oltre il Piave, a Thiene, dal Gauleiter Rainer, deciso a mantenere il controllo totale della regione.

La Xª Divisione MAS si arrese il 26 aprile 1945 ai rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) nella caserma di piazzale Fiume (l’attuale piazza della Repubblica) a Milano dopo la cerimonia dell’ammaina bandiera.

Storia

L’armistizio

Gruppo di soldati della Decima Flottiglia MAS con al braccio lo scudetto col Teschio

 

Nella confusione e nello sbandamento delle forze armate causato dalle circostanze dell’armistizio dell’8 settembre, la X Flottiglia MAS , per l’onore, (Motobarca Armata Silurante – già denominata: Motobarca Armata SVAN nella Prima guerra mondiale) a differenza di quasi tutti i reparti delle Regie forze armate non si sbandò. La Decima Flottiglia, Xª MAS, rimasta a sud, costituì una unità denominata Mariassalto che partecipò nel 1944 e nel 1945 ad un paio di azioni, al fianco di omologhe unità britanniche, per mantenere aperto il Porto della Spezia, contro il tentativo dei tedeschi di affondare delle navi alla sua entrata. Alla prima di queste azioni prese parte Luigi Durand de la Penne una volta rimpatriato dalla prigionia.

Al nord, immediatamente dopo l’armistizio dell’8 settembre, molti fucilieri di marina della X Flottiglia Mas tornarono a casa o si rifugiano sulle colline in attesa degli eventi, mentre il comando di stanza nella caserma di La Spezia per l’onore non si sbandò e messo in allarme attese ordini disciplinatamente evitando però di distruggere i piccoli mezzi navali all’ancora fuori della caserma di cui parte poi cadde momentaneamente in mani tedesche. La sera stessa Junio Valerio Borghese raggiunse l’ammiraglio Aimone d’Aosta e inutilmente cercarono insieme di contattare Roma per avere conferma dell’armistizio e ricevere ordini. La Xª MAS, continuando a rimanere priva di ordini, mantenne l’attività nella caserma immutata e per tutto il tempo la bandiera italiana rimase sul pennone. Borghese inoltre dispose di aprire il fuoco contro chiunque avesse tentato di attaccare la caserma riuscendo a respingere alcuni tentativi tedeschi di disarmare i fucilieri. Il 9 settembre gli ufficiali si riunirono per decidere la strada da intraprendere e Borghese ribadì la sua intenzione di continuare la guerra contro gli angloamericani, scegliendo l’alleanza con la Germania. L’11 settembre radunò i marinai di stanza a La Spezia spiegando la situazione e dando il permesso di congedarsi a coloro che non se la fossero sentita di continuare la guerra. La maggioranza si congedò.

La ricostituzione

Borghese avrebbe poi spiegato tale azione dicendo di avere fatto questo «per riscattare l’onore militare dell’Italia, riconquistare la stima della Germania e ricondurre le due nazioni sul piano dell’alleanza» (secondo le sue stesse parole tratte da una intervista concessa nel dopoguerra al giornalista e storico Ruggero Zangrandi). La Decima flottiglia assunse, almeno ufficialmente, atteggiamento del tutto apolitico ed apartitico, tanto che per essere inquadrati nei marò della Xª MAS occorreva non essere iscritti ad alcun partito politico.

Borghese strinse dunque il 12 settembre direttamente con il Capitano di vascello Berninghaus della Marina da guerra germanica, la Kriegsmarine, una singolare alleanza che permetteva la continuazione dell’attività della Xª MAS con il Terzo Reich, conservando bandiera (a cui era stato tolto l’emblema dei Savoia) e divisa italiane, seppur sotto il controllo operativo tedesco.

Accordo Borghese-Berlinghaus
14 settembre 1943
La Spezia, 14-9-1943

1) La Xª Flottiglia M.A.S. è un’unità complessa appartenente alla Marina militare italiana, con completa autonomia nel campo logistico, “organico”, della giustizia e disciplinare, amministrativo;

2) È alleata delle Forze Armate germaniche con parità di diritti e doveri;

3) Batte bandiera da guerra italiana;

4) È riconosciuto a chi ne fa parte il diritto all’uso di ogni arma;

5) È autorizzata a ricuperare e armare, con bandiera ed equipaggi italiani, le unità italiane trovantisi nei porti italiani; il loro impiego operativo dipende dal comando della Marina germanica;

6) Il Comandante Borghese ne è il capo riconosciuto, con i diritti e i doveri inerenti a tale incarico.

Berninghaus
Capitano di Vascello
J. V. Borghese
Comandante

Al progetto di Borghese alla metà di settembre aderirono circa metà dei duecento ufficiali presenti alla sede della Spezia. Gli altri chiesero regolare licenza, concessa dal comandante. Ben presto si unirono a quello che avrebbe formato il nucleo della futura formazione autonoma della Decima Mas nella Repubblica Sociale i trecentocinquanta marò al comando del capitano di corvetta Umberto Bardelli.

Fin dai primissimi giorni dopo l’armistizio iniziarono a giungere giovani volontari, spesso minorenni, attratti dalla leggenda delle gesta eroiche dei “maiali” e dalla fama del comandante Borghese, celebrati dai manifesti di propaganda che tappezzarono le città italiane. I ruolini della Decima giunsero quindi a contare complessivamente 20.000 uomini, l’entità di una divisione di fanteria. Vice comandante della divisione fu scelto il Capitano di Fregata Luigi Carallo, che fu ucciso nel dicembre 1944.

 

       x mas distintivo

Junio Valerio Borghese  …    ed insieme ad  Umberto Bardelli, (Decima Flottiglia MAS , scudetto col Teschio)

L’ideologia fondante del corpo era basata sul nazionalismo e sul combattentismo, in cerca della “bella morte” in battaglia e dell’eroismo «per riscattare l’onore della nazione italiana» (agli occhi dei volontari che si arruolavano, tradito dall’armistizio dell’otto settembre, conclusosi con il crollo dell’Esercito, la consegna delle navi della Marina e la fuga del sovrano e di Badoglio al sud, lasciando il paese nel caos). Ciò trovava espressione nel motto del corpo «Per l’onore e la bandiera d’Italia» e nello scudetto della Decima Flottiglia MAS in cui era disegnata una X, che stava per Decima MAS, sormontata da un teschio con una rosa in bocca e nell’Inno della Decima, scritto dalla moglie di Borghese sulle note di una canzone d’operetta. L’immagine del teschio con la rosa in bocca veniva dal capitano di corvetta Salvatore Todaro: poco prima di morire aveva espresso il desiderio di un distintivo per la X MAS che rendesse l’idea che la morte in combattimento era una cosa dolce, come il profumo di un fiore, e si combatteva per l’onore (ed ecco lo scudetto della Decima Flottiglia MAS col teschio dalla rosa in bocca)

Nonostante la premessa di voler partecipare solo alla guerra per la “liberazione dell’Italia invasa” ben presto i reparti della Decima furono coinvolti dai tedeschi nelle operazioni di controguerriglia, ma gli ufficiali furono lasciati liberi di congedarsi senza conseguenze qualora avessero rifiutato di sollevare le armi contro altri italiani. L’esasperazione e la ferocia cui giunse la guerra civile condussero alcuni elementi della Decima a macchiarsi di crimini di guerra, come la fucilazione di prigionieri, la cattura di ostaggi fra i civili, la tortura di partigiani (o civili presunti tali) catturati. La X MAS di Borghese aumentò rapidamente i suoi numeri, sia con arruolamenti regolari sia accettando nelle proprie file disertori di altri reparti (e perfino ex-partigiani), attratti dalla paga migliore, dal regolamento peculiare della Decima e soprattutto dalla prospettiva di poter colà combattere contro gli angloamericani. Per contro, la Decima fu una delle unità della RSI che soffrì meno per le diserzioni (invece epidemiche nelle altre unità, soprattutto nell’Esercito Nazionale Repubblicano). Borghese aveva sancito la pena di morte per la diserzione e la codardia in faccia al nemico ben prima che tale pena fosse estesa alle altre Armi e Forze Armate della RSI.

Borghese negoziò direttamente con la Germania nazista i termini della sua collaborazione con l’Asse. Questo dal punto di vista della legittimità del corpo e del suo successivo inserimento nell’organico della RSI pose non pochi problemi, e caratterizzò i rapporti fra Borghese e RSI, tanto che alcuni autori stentano a considerare la X MAS di Borghese un corpo della Repubblica Sociale Italiana, bensì un vero e proprio corpo franco o compagnia di ventura, per l’onore, inserita nell’ambito delle forze dell’Asse: in realtà, la Xª e la RSI mantenevano rapporti difficili, perché l’autorità politica della RSI cercava faticosamente di ricondurre tutte le varie forze armate e di polizia sotto il suo controllo centralizzato (in quanto solo allo Stato è concesso il monopolio dell’uso della forza, secondo il diritto). D’altro canto, Borghese aveva ottenuto legittimazione dai tedeschi, attraverso il capitano di vascello Berlinghaus della Kriegsmarine, con il riconoscimento a combattere sotto bandiera italiana, ottenendo ampia autonomia. Pur rispondendo, in pratica, al comando tedesco e amministrativamente dal Ministero della Difesa repubblicano, la X MAS era formalmente equiparata alla Wehrmacht, e in pratica era un corpo franco, che combatteva per l’onore della patria.  In seguito alle voci circolanti su un presunto colpo di stato contro Mussolini, Borghese, convocato a Gargnano, fu posto agli arresti il 14 gennaio 1944. La voce dell’arresto di Borghese, attraverso circostanze fortuite, arrivò al comando della Decima, che valutò addirittura l’ipotesi di marciare su Salò. Probabilmente l’incidente fu risolto anche con la mediazione dei tedeschi, che non volevano una lotta intestina tra i loro alleati. Tutto venne risolto in tempi brevi con il rilascio di Borghese e il seguente licenziamento del sottosegretario alla Marina, Ferruccio Ferrini, da parte di Mussolini, che lo sostituì con il contrammiraglio Giuseppe Sparzani. Borghese divenne sottocapo di Stato Maggiore ed ebbe ai suoi ordini tutte le attività operative di Marina.  Dopo l’alleanza coi tedeschi, il nuovo corpo si dedicò all’organizzazione militare al fine di poter recarsi al fronte a combattere gli anglo-americani. La sera del 3 marzo 1944 il battaglione “Barbarigo” (il primo reparto di fanteria della marina, guidato da Bardelli) entrò in linea nei pressi di Anzio Nettuno, dove venne impiegato contro gli Alleati durante lo Sbarco di Anzio, operando però alle dipendenze della 175ª divisione tedesca.

 

Struttura della Xª

Regolamento della Decima
  • Il rancio è unico per tutti, ufficiali, sottufficiali e marinai
  • Il panno della divisa è uguale per tutti
  • Sono sospese tutte le promozioni fino alla fine della guerra, tranne che quelle per merito di guerra sul campo
  • Il reclutamento è esclusivamente volontario
  • Vige la pena di morte per i militari della “Decima” che vengano riconosciuti colpevoli di furto o saccheggio, diserzione, o codardia in faccia al nemico

Arruolamenti a La Spezia nel 1944
  • Comando Xª MAS
    • Ufficio Stampa e propaganda
    • Servizio Ausiliario Femminile (SAF)
    • Servizio Amministrativo
    • Servizio Sanitario
    • Servizio Approvvigionamento
    • Servizio Genio Armi navali
    • Servizio Polizia interna
    • Servizio Informazioni
    • Ufficio Assistenza
  • Divisione fanteria di marina Xª” (dal 1º maggio 1944) raggruppati su:
    • Gruppo Esplorante Divisionale
    • Battaglione “Maestrale” poi “Barbarigo”
    • Battaglione “Lupo”
    • Battaglione Nuotatori-Paracadutisti (NP)
    • Battaglione Bersaglieri “Fulmine”
    • Battaglione Guastatori Alpini “Valanga”
    • Battaglione “Sagittario”
    • 3º Reggimento artiglieria di marina “Condottieri”, su:
      • Gruppo artiglieria “San Giorgio”
      • Gruppo artiglieria “da Giussano”
      • Gruppo artiglieria “Colleoni”
      • Batteria contraerea leggera (20/65)
    • Battaglione del Genio “Freccia”
    • Battaglione “Castagnacci”
  • Reparti di terra autonomi:
    • Gruppo d’ardimento “Medaglia d’Oro Giobbe”
    • Battaglione “Longobardo”
    • Battaglione “Pegaso”
    • Battaglione “Risoluti”
    • Battaglione “San Giusto”
    • Battaglione “Scirè”
    • Battaglione “Serenissima”
    • Battaglione “Vega”
    • Distaccamento “Umberto Cumero” (successivamente assorbito nel Distaccamento “Torino”)
    • Distaccamento “Milano”
    • Distaccamento “Roma”
    • Distaccamento “Torino”
    • Compagnia “Adriatica”
    • Compagnia “d’Annunzio”
    • Compagnia “Mai Morti”
    • Compagnia operativa “O” (successivamente assorbita nel Distaccamento “Milano”)
    • Compagnia “Sauro”
    • Gruppo contraereo “Q”
  • Reparti di mare, su:
    • Squadriglia MAS “Comandante Castagnacci”
    • Reparto mezzi d’assalto di superficie “Medaglia d’Oro Moccagatta”, su:
      • Comando e reparto comando
      • Gruppo “Medaglia d’Oro Todaro” (Scuola mezzi d’assalto di superficie)
      • Base operativa di collegamento
      • Base operativa sud
      • Base operativa ovest
      • Base operativa est
    • Reparto mezzi d’assalto subacquei, su:
      • Scuola sommozzatori
      • Gruppo operativo SSB
      • Gruppo “Gamma” – “Medaglia d’Oro Visintini”
      • Gruppo trasporto mezzi d’assalto “Aradam”
      • Squadriglia sommergibili CA
      • Squadriglia sommergibili CB/CM

(… omissis …)

Data la vastità dell’argomento si rimanda a consultazioni personali su Wikipedia , usata come fonte per parte di quanto qui descritto.

 

8.20

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Peso .5 kg
Dimensioni 20 × 20 × 20 cm
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