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Bronzo Fondazione Impero 1936 – Placca firmata RUBINO

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Placca in bronzo commemorativa della Fondazione dell’Impero Italiano, 9 Maggio 1936 – XIV dell’ Era Fascista. Opera dello scultore Edoardo Rubino, incisore Emilio Sacchini di Milano ( rif. Casolari XIV/48 )

Bassorilievo raffigurante¬†Mussolini¬†attorniato dalle Camicie Nere¬†mentre consegna la corona di Imperatore al Re Vittorio Emanuele III¬† ¬†–¬† ¬†Alla base della placca troviamo riportate le date dell’evento¬† III OTTOBRE MCMXXXV – IX MAGGIO MCMXXXVI e le firme¬† Sacchini e¬† Rubino¬†

La sola placca misura circa cm. 12×8 , conservata nel suo cofanetto originale, in ottime condizioni

 

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Descrizione

Descrizione

Placca in bronzo commemorativa della Fondazione dell’Impero Italiano, 9 Maggio 1936 – XIV dell’ Era Fascista.

Ottima opera dello scultore Edoardo Rubino , realizzata dall’incisore Emilio Sacchini di Milano, ( rif. Casolari XIV/48 ), in occasione della fine della guerra d’Etiopia iniziata il 3 OTTOBRE 1935 e conclusa con l’annessione della stessa all’Italia il 9 MAGGIO 1936.

La placca realizzata a bassorilievo, rappresenta Mussolini in piedi, attorniato dalle Camicie Nere che combatterono in Africa, mentre consegna la corona di Imperatore a Vittorio Emanuele III , sul suo trono e protetto dalla dea ATENA , dea della guerra (Pallade Atena).

Alla base della placca in bronzo della fondazione dell’impero del 1936, troviamo le date in numeri romani¬† III OTTOBRE MCMXXXV – IX MAGGIO MCMXXXVI e le firme dell’incisore Sacchini e dello scultore Rubino¬†

Placca rettangolare, misura circa mm.123×80, uniface, conservata nel suo astuccio originale esternamente rivestito in similpelle azzurra, con interni in velluto, e con il timbro a caratteri dorati del fabbricante COMM. G.FARINA – BABUINO – ROMA . In ottime condizioni.

 

 

MATERIALE¬† ¬†…………. AE bronzo

MISURE ……………….. mm 123 x 80

MARCHIO ……………. Sacchini, Milano – E.RUBINO

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Edoardo Rubino

Edoardo Rubino¬†(Torino,¬†8 dicembre¬†1871¬†‚ÄstTorino,¬†16 gennaio¬†1954) √® stato uno¬†scultore¬†e¬†disegnatore¬†italiano.

 

Figlio del vercellese Eusebio Rubino e di Lucia Flogna. Tra il 1886 ed il 1889 frequent√≤ i corsi serali di Plastica ornamentale all’Accademia Albertina¬†di Torino, tenuti dallo scultore¬†Luigi Belli. Ammesso in seguito al Corso Superiore di Scultura dell’Accademia stessa, divenne allievo di¬†Odoardo Tabacchi. Tra il 1888 ed il 1891 vinse menzioni e premi nelle discipline di Disegno, di Scultura e di Plastica Ornamentale. Nel 1892 espose due sculture all’Esposizione Cinquantenaria della¬†Societ√† Promotrice delle Belle Arti al Valentino. Seguirono altre partecipazioni ad esposizioni torinesi: nel 1894 (Sera¬†in terracotta, una testina in bronzo, un¬†Ritratto¬†in gesso), alla Promotrice; nel 1895 (Testina¬†in terracotta) alla Promotrice; nel 1896 (Biondina¬†in bronzo e due incisioni all’acquaforte:¬†Il Re Sole¬†di¬†Gaetano Previati¬†ed il¬†Monumento sepolcrale a Sebastiano Grandi¬†di¬†Leonardo Bistolfi).

Non facilmente databile √® il suo alunnato, testimoniato da Rubino stesso, presso Leonardo Bistolfi. Nel 1898 ricevette dall’architetto¬†Carlo Ceppi¬†l’incarico di eseguire il gruppo allegorico della¬†Dora¬†per la Fontana dei Mesi al Valentino in occasione dell’Esposizione Nazionale di Torino. Trasferito lo studio da via Catania a via Montebello n. 21, nel 1899 espose alla Promotrice il busto¬†A. Gressoney¬†(anche noto come¬†Costume di Gressoney) e partecip√≤ alla¬†Biennale di Venezia. Con il nuovo secolo i successi ottenuti alle Esposizioni gli aprirono la strada ad una proficua carriera di scultore, disegnatore e medaglista. Nel 1900 illustr√≤ il volume del suo intimo amico¬†Guido Rey¬†Il Monte Cervino¬†ed entr√≤ nel direttivo del¬†Circolo degli Artisti di Torino; espose una¬†Figurina¬†in bronzo ed argento con orologio alla Societ√† di Incoraggiamento alle Belle Arti.

In questi anni entr√≤ in rapporti stretti con il Comune di Torino, conobbe¬†Auguste Rodin¬†di passaggio in citt√† (1901) e partecip√≤ l’anno successivo all’Esposizione Universale di Torino, con un gruppo (La Danza) destinato a notevole celebrit√† e numerose repliche. Continu√≤ intanto la partecipazione alle esposizioni torinesi della Promotrice e spost√≤ lo studio in via Napione n. 41. Si specializz√≤ nel frattempo nell’esecuzione di placchette celebrative. Nel 1903 conobbe il mercante e collezionista mantovano¬†Ferruccio Stefani, che gli chiese di esporre nella seconda mostra latinoamericana. Esegue in questi anni notevoli opere per il¬†cimitero monumentale di Torino¬†e la splendida¬†Tomba Bidasio¬†per Ivrea.

Tra il 1903 ed il 1907 l’attivit√† dello studio di Rubino fu molto intensa; eccelsero il monumento a¬†Federico Sclopis¬†per Torino, il bassorilievo¬†Fiamma¬†(1905) che segn√≤ il suo massimo avvicinamento alla poetica di¬†Leonardo Bistolfi¬†e la vittoria al concorso per il monumento ad¬†Alessandro Vittoria¬†a¬†Trento¬†(1907). In quest’anno partecip√≤ con¬†Davide Calandra¬†al concorso per il monumento al generale¬†Bartolom√© Mitre¬†a¬†Buenos Aires, vincendolo (lo porter√† a termine da solo dopo la morte di Calandra, avvenuta nel settembre 1915). Nel 1909 avvi√≤ la collaborazione con l’architetto e disegnatore¬†Giulio Casanova, con la creazione della¬†Confetteria Baratti & Milano¬†di Torino ed esegu√¨ i primi studi per il monumento ad¬†Edmondo De Amicis¬†in piazza Carlo Felice a Torino.

Nel 1910 realizz√≤ ed espose la¬†Vittoria alata¬†per il¬†Vittoriano¬†di Roma e prosegu√¨ con Casanova la realizzazione dei decori e delle sculture del¬†Palazzo delle Poste di Torino. Le tombe¬†Remondini¬†e¬†Porcheddu¬†per il cimitero di Torino (1912) rappresentano un nuovo punto fermo nella sua poetica, delicatissima nell’esplorazione dei sentimenti. Sulla stessa falsariga fu il monumento¬†Rosetti¬†per il¬†Cimitero monumentale di Milano¬†(bombardato nel 1943). Del 1913 √® la¬†Deposizione¬†per la tomba Cridis al cimitero di Torino, destinata anch’essa a numerose repliche. Seguir√† la decorazione plastica per la nuova palazzina della Societ√† Promotrice delle Belle Arti al Valentino (terminata nel 1916). Nominato¬†consigliere comunale¬†di¬†Torino¬†nel 1914 per i liberali, fece parte del consiglio direttivo del¬†Museo Civico di Torino, con interruzioni, sino al 1939. Realizzato il gruppo del¬†Credito e Beneficenza¬†per il palazzo dell’Energia elettrica in via Bertola a Torino, Rubino port√≤ a termine, dal 1915, il monumento ad¬†Umberto I di Savoia¬†a¬†Roma, lasciato incompiuto da Calandra (inaugurato nel 1926).

Acquistata una casa in via Asti n. 15-17, vi fece costruire un ampio e comodissimo studio dall’architetto¬†Pietro Fenoglio. Si infittirono intanto le cariche onorifiche. Tra il 1917 ed il 1924 matur√≤ la sua carriera all’Accademia Albertina, da professore aggiunto di scultura presso il corso di¬†Cesare Zocchi¬†sino alla nomina senza concorso (20 marzo 1924) a titolare di cattedra. Termin√≤ l’insegnamento nel 1936. Ben inserito nell’apparato politico della citt√†, Rubino ottenne in quegli anni grandi commesse, dal¬†Monumento nazionale al carabiniere¬†dei¬†Giardini Reali¬†(1925 – 1933 e successivi rifacimenti nel 1947), al¬†Faro della Vittoria¬†sul colle della Maddalena a Torino (1927-28). Venne inaugurato intanto, nel 1927, il grandioso monumento a¬†Bartolom√© Mitre¬†per¬†Buenos Aires, cui seguir√† la¬†Tomba Mitre¬†per la stessa citt√†. Nel 1933 realizz√≤, quasi a contrasto delle grandi opere ufficiali,¬†Il risveglio, un nudo femminile dal notevole pathos intimista (oggi a Genova nelle Raccolte Frugone) replicato in versioni bronzee ridotte. Con la realizzazione del¬†Faro della Vittoria, Rubino rafforz√≤ i rapporti con la famiglia Agnelli (gi√† datati dal 1907) e in particolare con¬†Giovanni Agnelli: da questa amicizia scaturirono poi importanti realizzazioni per la chiesa del¬†Sestri√®re, per la parrocchiale di¬†Villar Perosa¬†(Cristo Crocifisso), per la chiesa di Santa Aniceta ed a Pra Martino. Rubino fu nominato Senatore del Regno il 9 dicembre 1933. Nel 1938, dopo la morte di Alice Schanzer, poetessa e scrittrice, moglie del senatore Tancredi Galimberti e madre di Duccio, Rubino inizi√≤ il complesso sepolcrale dei Galimberti in una cappella del santuario di S. Maria degli Angeli a Cuneo (terminato nel dopoguerra con il sepolcro di Duccio). Disegn√≤ medaglie e placche in bronzo come quella per la commemorazione della fondazione dell’impero fascista nel 1936.

L’attivit√† di Rubino culmin√≤ nel 1942 con una sala personale alla XXIII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Lavor√≤ nel frattempo, in un locale offertogli dagli Agnelli a¬†Villar Perosa, ad una gigantesca¬†Quadriga¬†per l’Esposizione Universale di Roma¬†non portata a compimento a causa degli eventi bellici. Negli anni della guerra strinse rapporti con il collezionista genovese¬†Luigi Frugone. Non disdegn√≤ mai di operare per l’arredo, la medaglistica (settore nel quale era considerato fra i migliori realizzatori italiani) e le arti applicate: sua √®, ad esempio, una¬†Testa di Medusa¬†o¬†Minerva¬†per un bronzetto porta foglietti da appunti eseguita per la Wassermann.

Nel dopoguerra l’attivit√† dello scultore risulta piuttosto limitata, anche perch√© aveva ormai raggiunto i sessant’anni: dopo aver ultimato nel 1949 il gruppo dell‚ÄôEnergia domata¬†per la centrale idroelettrica di¬†Glorenza¬†in¬†Alto Adige, continuer√† la sua collaborazione con le famiglie Galimberti e Agnelli (tomba di Duccio e busto nel Palazzo delle Esposizioni) e realizzer√† anche la tomba della famiglia Casari nel cimitero di Torino. Nel 1952 realizz√≤ un tondo con ritratto dell’accademico¬†Gioele Solari ed una statua del senatore¬†Francesco Ruffini¬†per l’Universit√† di Torino, lasciando per√≤ incompiuti l’altare del Sacro Cuore per il¬†Duomo di Milano¬†(poi realizzato su suo bozzetto da¬†Ulderico Fabbri) ed il Monumento alla¬†Linea Gotica¬†a Ripa di Seravezza (realizzato dallo scultore¬†Abele Jacopi).

Medaglista, nato a Milano nel 1877.

Incisore su acciaio, si √® perfezionato frequentando la Scuola serale dell’Accademia di Brera a Milano.

Alla consuetudine di lavoro, ha affiancato un’intensa attivit√† sportiva, laureandosi pi√Ļ volte campione, in gare internazionali di canottaggio. Ai primi del ‘900, ha dato vita alla Ditta E. Sacchini, attiva soprattutto nel settore medaglistico (vedi il bronzo per la fondazione dell’impero, 1936) fino agli anni trenta. L’azienda in quegli anni si √® indirizzata verso lo stampaggio a caldo dei metalli non ferrosi, mutando quindi il tipo di prodotto. Dopo la sua morte, nel 1954, tale attivit√† √® stata proseguita dai figli.

 

Fonti  Wikipedia Colonialismo Italiano , Mussolini , E.Rubino

4.21

Informazioni aggiuntive

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Peso 2 kg
Dimensioni 50 × 50 × 35 cm
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