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Posacenere propaganda Mussolini Autarchia 1935

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Posacenere in fusione di alluminio , usato come oggetto di propaganda durante il regime fascista nel periodo dell’autarchia. Recante un’aquila ad ali spiegate che sorregge tra gli artigli un fascio littorio , con le diciture in alto¬† AUTARCHIA¬† ed in basso il motto¬† MUSSOLINI HA SEMPRE RAGIONE.

Oggetto autentico del periodo 1935 – 1936

In buone condizioni

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Descrizione

Descrizione

Posacenere in fusione di alluminio , usato come oggetto di propaganda durante il regime di Mussolini nel periodo dell’autarchia.

Dal 1935 l’Italia si trov√≤ nel periodo delle restrizioni economiche, alle prese con la produzione autarchica. Scarseggiando i materiali metallici destinati tutti alla produzione bellica, e per risparmiare sulle spese di importazione delle materie diversamente non disponibili sul territorio nazionale, vennero usati dei materiali e derivati di materie prime che potevano essere reperite sul territorio nazionale.

Il posacenere √® in fusione di alluminio, ed ha una splendida lavorazione in rilievo, recante un’aquila ad ali spiegate che sorregge tra gli artigli un fascio littorio , con le diciture in alto¬† AUTARCHIA¬† ed in basso il motto di propaganda¬† MUSSOLINI HA SEMPRE RAGIONE

In ottime condizioni, recante segni d’uso che conferiscono maggior sapore al manufatto in oggetto, autentico del periodo 1935 – 1936

 

MATERIALE     :  Fusione di alluminio

MISURE             :  mm.100 x 84 x 5

PESO                   :  gr. 177

MARCHIO¬† ¬† ¬† ¬† ¬†:¬† –

 

NOTIZIE

Un esempio di autarchia economica pu√≤ essere individuato nell’Italia fascista¬†e nella¬†Germania nazista. Infatti, il clima teso delle relazioni internazionali e il pericolo di una imminente dichiarazione di guerra spinse diversi Paesi ad accogliere il principio economico in base al quale una nazione deve essere in grado di produrre autonomamente tutto ci√≤ di cui ha bisogno.

In¬†Italia¬†fu adottata una politica autarchica come risposta alle¬†sanzioni economiche, come il blocco del commercio d’armi,¬†imposte¬†dalla¬†Societ√† delle Nazioni¬†per l’invasione dell’Etiopia. Vennero a mancare perci√≤ alcuni rifornimenti di materie prime. L’efficacia delle sanzioni fu per√≤ diminuita dal fatto che esse non riguardavano il¬†petrolio¬†e il¬†carbone, essenziali all’industria italiana, e che diversi Paesi con cui l’Italia aveva intensi rapporti commerciali (per esempio la¬†Germania¬†ed il¬†Giappone), non aderivano alla Societ√† delle Nazioni, e quindi non rispettarono il blocco, mentre altri paesi membri applicarono in modo blando le sanzioni.

Il regime fascista di Mussolini, per ragioni di propaganda, dette un largo spazio ai “prodotti autarchici”. Nacque in questo periodo il modo di dire “roba di prima”, volendo indicare la merce di qualit√†.¬†“Prima” non era per√≤ inteso come contrazione dell’espressione “prima qualit√†”, ma stava a significare “roba di prima delle sanzioni” – e quindi dell’autarchia, con riferimento iniziale ai tessuti (quelli inglesi erano ritenuti i migliori), poi esteso a tutte le merci e ai cibi. Uno dei prodotti che invece ebbe successo (e difatti esiste tuttora) √® il formaggio¬†italico, creato unificando in un unico standard tutti i processi di produzione dei vari formaggi.

La Societ√† delle Nazioni cancell√≤ le sanzioni dopo soli sette mesi, ma gli effetti politici ed economici sull’Italia proseguirono, grazie all’abile sfruttamento da parte della propaganda fascista, e i programmi autarchici durarono per anni, fino alla fine della¬†seconda guerra mondiale.

Un risultato positivo dell’autarchia fu lo sviluppo della¬†ricerca scientifica¬†soprattutto nella¬†chimica, in cui grande ruolo ebbero l’Istituto Guido Donegani, la¬†Societ√† Agricola Italiana Gomma Autarchica, e l’Azienda nazionale idrogenazione carburanti¬†(ANIC), per la produzione di carburanti autarchici partendo dal carbone. Altro ente pubblico creato all’uopo durante il ventennio Fascista fu l’Agip, che tuttavia espresse tutto il suo potenziale solo nel¬†secondo dopoguerra¬†sotto la gestione di¬†Enrico Mattei. Questi strumenti furono tutti inseriti all’interno della gestione (diretta o indiretta) dell’IRI, ente pubblico tra le colonne, nel dopoguerra con fortune alterne, del¬†boom economico.

Con il dopoguerra la politica a livello mondiale si spost√≤ al¬†libero mercato¬†e, in breve, furono aboliti tutti gli istituti e le normative basati sull’autarchia.

Partito Nazionale Fascista

Il Partito Nazionale Fascista (P.N.F.) è stato un partito politico italiano, espressione del movimento fascista.

Nato nel¬†1921¬†dalla trasformazione in partito del movimento¬†Fasci italiani di combattimento, guid√≤ la cosiddetta¬†marcia su Roma¬†che nell’autunno del¬†1922¬†port√≤¬†Benito Mussolini¬†a divenire¬†presidente del Consiglio dei ministri.

Nel¬†1923¬†si fuse con l’Associazione Nazionalista Italiana¬†e tra la met√† e la fine degli¬†anni 1920¬†divent√≤, prima¬†de facto¬†e poi¬†de iure, il partito unico del¬†Regno d’Italia¬†fino alla caduta del regime fascista, avvenuta il 25 luglio del¬†1943.

L’organo ufficiale del partito era¬†Il Popolo d’Italia, quotidiano fondato da Mussolini nel¬†1914. L’inno era¬†Giovinezza, nella versione di¬†Salvator Gotta¬†del¬†1925, qualificato come¬†Inno trionfale del Partito Nazionale Fascista. La legge 20 giugno 1952, n. 645 (detta ¬ęlegge Scelba¬Ľ), in attuazione della¬†XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana, ne vieta la ricostituzione

Il PNF fu dunque fondato a Roma¬†il 9 novembre¬†1921¬†per iniziativa di Benito Mussolini come evoluzione in partito del movimento dei Fasci Italiani di Combattimento – fondati, sempre da Mussolini, a¬†Milano, in¬†piazza San Sepolcro, il 23 marzo¬†1919. Come movimento giovanile si dot√≤ nel 1921 dell’Avanguardia Giovanile Fascista. Rispetto ai Fasci, il PNF abbandon√≤, via via che si consolidava al potere, gli ideali socialisteggianti e repubblicani per virare decisamente verso la destra dello scacchiere politico italiano.

Conquista del potere

Dopo la marcia su Roma¬†del 28 ottobre¬†1922, Mussolini, che era stato eletto parlamentare l’anno precedente insieme ad altri esponenti fascisti, fu incaricato dal re¬†Vittorio Emanuele III¬†di formare¬†un nuovo governo¬†sostenuto da una maggioranza composta anche dal¬†Partito Popolare Italiano¬†e da altri gruppi di estrazione¬†liberale. Il 15 dicembre¬†1922¬†fu costituito il¬†Gran Consiglio del Fascismo, organo supremo del Partito Nazionale Fascista, che tenne la sua prima seduta il 12 gennaio¬†1923.

Regime

Alle elezioni politiche dell’aprile 1924, il PNF si present√≤ con la¬†Lista Nazionale, in cui erano inseriti diversi esponenti della destra liberale. Ci furono violenze squadriste e fu impiegata in alcune regioni una “lista civetta”, la Lista Nazionale bis, volta a drenare ulteriori voti. Il “Listone” ottenne una netta maggioranza con il 65,2% dei voti e 376 deputati (di cui 275 del PNF). Tali risultati furono per√≤ duramente contestati dalle opposizioni, che denunciarono numerose irregolarit√†. In tale quadro, il deputato¬†Giacomo Matteotti, dopo aver denunciato brogli in parlamento, venne ucciso da estremisti fascisti. La vicenda ebbe seguito il 3 gennaio¬†1925, quando Mussolini, con un discorso alla¬†Camera dei deputati, dichiar√≤ provocatoriamente di assumersi la responsabilit√† storica di quanto accaduto, promettendo di chiarire la situazione nei giorni immediatamente seguenti. In sede giudiziaria, sia all’epoca dei fatti, sia nel¬†secondo dopoguerra, non fu mai provato alcun coinvolgimento diretto del Duce o di altri gerarchi nell’organizzazione del delitto: tesi sostenuta anche da alcuni storici e dal giornalista¬†Indro Montanelli, per i quali le responsabilit√† di Mussolini furono solo di natura morale. La crisi seguita all’omicidio di Matteotti, che era parsa far vacillare la presa di Mussolini e del fascismo, fu invece abilmente sfruttata dal duce per avviare la dittatura.

Dopo l’emanazione nel¬†1926¬†delle cosiddette¬†leggi fascistissime¬†il PNF fu l’unico partito ammesso in Italia fino al 25 luglio¬†1943, e dotandosi di un proprio¬†statuto. Il¬†Gran Consiglio del Fascismo¬†divenne organo costituzionale del Regno: “organo supremo, che coordina e integra tutte le attivit√† del regime sorto dalla¬†rivoluzione¬†dell’ottobre 1922”. Il Gran Consiglio deliberava sulla lista dei deputati da sottoporre al corpo elettorale (poi sostituiti dai¬†consiglieri nazionali¬†della¬†Camera dei Fasci e delle Corporazioni); sugli statuti, gli ordinamenti e le direttive politiche del Partito Nazionale Fascista; sulla nomina e la revoca del Segretario, dei Vicesegretari, del Segretario amministrativo e dei membri del Direttorio nazionale del Partito Nazionale Fascista. Le iscrizioni al Partito aumentarono a dismisura quando, il 29 marzo 1928, si decise che gli iscritti al PNF avrebbero avuto la precedenza nelle liste di collocamento (pi√Ļ antica era l’affiliazione, pi√Ļ si “scalavano” le graduatorie).

Quasi due anni esatti dopo, il 28 marzo¬†1930, si decret√≤ che per poter svolgere gli incarichi scolastici di alto livello (presidi e rettori) bisognava essere tesserati almeno da cinque anni. Il 3 marzo del¬†1931¬†le iscrizioni furono sospese per circa un anno; questo dato fa intuire che molte furono le adesioni al Partito Fascista dettate esclusivamente da interesse: contro di esse si mosse il segretario¬†Giovanni Giuriati, attivista anti-corruzione che, forse proprio per questa spinta “moralizzatrice”, venne destituito dal Duce dopo pochi mesi. Un ruolo educativo fu proprio dall’Istituto Fascista di Cultura, attualmente Universit√† Popolare degli studi di Milano, che fu convertita da Universit√† Popolare di Milano a Scuola Fascista, che durante tutto il periodo diede formazione e cultura fascista.

Nel 1930 furono creati i¬†Fasci giovanili di combattimento. Gli anni Trenta furono caratterizzati dalla segreteria di¬†Achille Starace, “fedelissimo” di Mussolini e uno dei pochi gerarchi fascisti provenienti dal sud Italia, che lanci√≤ una campagna di fascistizzazione del paese fatta di cerimonie oceaniche e creazione di organizzazioni volte a inquadrare il paese e il cittadino in ogni sua manifestazione (sia pubblica sia privata). Al fine di irregimentare anche i movimenti giovanili Starace port√≤ sotto il controllo diretto del PNF sia l’Opera Nazionale Balilla¬†(ONB) sia i Fasci Giovanili che furono sciolti e fatti confluire nella nuova¬†Giovent√Ļ Italiana del Littorio¬†(GIL).

Il 27 maggio¬†1933¬†l’iscrizione al PNF √® dichiarata requisito fondamentale per il concorso a pubblici uffici; il 9 marzo¬†1937¬†diventa obbligatoria se si vuole accedere a un qualunque incarico pubblico e dal 3 giugno¬†1938¬†(Regio decreto n. 827) non si pu√≤ essere assunti nel personale salariato statale n√© si possono avere promozioni all’interno di questo personale se non si ha la tanto conclamata tessera: √® chiaro quindi che gli iscritti si contino a milioni ma che tra questi i “tiepidi” e i “freddi” verso il regime siano moltissimi. Nel¬†1939¬†Ettore Muti¬†avvicenda Starace alla guida del partito e tale fatto testimonia l’aumento dell’influenza di¬†Galeazzo Ciano.

A partire dal¬†1937¬†il segretario nazionale del PNF assurse a rango di¬†ministro¬†di Stato. Con lo scoppio della¬†seconda guerra mondiale¬†Mussolini tenta di militarizzare il partito ordinando il giorno di Capodanno del¬†1941¬†la mobilitazione generale di tutti i quadri del PNF. Nel periodo in cui le operazioni belliche volgono verso il peggio, in molti perdono la fiducia verso il regime fascista: anche nell’organo politico principale monta una critica, seppur latente e oscura, a cui il Duce tenta di dare una spallata nominando il ventisettenne¬†Aldo Vidussoni¬†segretario del PNF (26 dicembre¬†1941). La mossa, dettata dal fatto che i giovani sono rimasti i pi√Ļ accesi sostenitori del¬†governo, si rivela catastrofica e il 19 aprile¬†1943¬†il giovane friulano viene sostituito da¬†Carlo Scorza.

Scioglimento

Il 27 luglio 1943, in seguito alla votazione dell’ordine del giorno Grandi¬†(25 luglio), Mussolini venne arrestato dai Reali Carabinieri, decretando di fatto la fine del regime fascista. Lo scioglimento del PNF da parte del nuovo governo di¬†Pietro Badoglio¬†avvenne il 2 agosto¬†1943¬†con il regio decreto n.704, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno il 5 agosto successivo.

Liberato dai tedeschi il 10 settembre, Mussolini costitu√¨ il 13 settembre il nuovo¬†Partito Fascista Repubblicano¬†(PFR) e costitu√¨ la¬†Repubblica Sociale Italiana¬†(RSI), nella parte d’Italia occupata dai tedeschi. Segretario del PFR fu nominato il 15 settembre¬†Alessandro Pavolini. A¬†Milano¬†era gi√† stato ricostituito il 13 settembre da¬†Aldo Resega, che ne fu anche il primo commissario federale. Il PFR cess√≤ la sua esistenza con la morte di Mussolini e con la fine della RSI, il 28 aprile del¬†1945

Fonti varie Wikipedia

8.20

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Peso .5 kg
Dimensioni 20 × 20 × 20 cm
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