Scultura a Maschera MUSSOLINI – tipo Adolf Wildt

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Scultura del volto di Benito MUSSOLINI eseguita in polvere di gesso o scagliola, a mò di maschera come le eseguiva lo scultore Adolf  Wildt. La maschera di gusto e stile futurista, dal colore nero, con tenui sfumature sul violaceo, marrone, è in ottime condizioni, fornita di un gancio posteriore per permetterne l’esposizione a parete.

Misura circa cm. 38 x 24

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Descrizione

Descrizione

Scultura che ritrae il volto di Benito MUSSOLINI eseguita in polvere di gesso o scagliola, a mò di maschera come le eseguiva lo scultore Adolf  Wildt. Di ottima fattura, di gusto e stile futurista, proveniente dall’area umbra dei maestri ceramisti dell’epoca da Umbertide, Gualdo Tadino, con esponenti dell’arte quali Baldelli, Cagli (ed i suoi busti in ceramica color nero fratta per la manifattura Rometti) , Gerardo Dottori. Di fatto Wildt realizzò una prima opera ritratto di Mussolini, proprio in scagliola.

La bella maschera dal colore nero, con tenui sfumature sul violaceo, marrone, che giocano con la luce, a dare reale somiglianza alle fattezze  del volto del Duce Mussolini, che possiamo anche accostare alla scultura presente sulla copertina del volume TESTAMENTO SPIRITUALE, è in ottime condizioni, fornita di un gancio posteriore per permetterne l’esposizione a parete.

 

 

MATERIALE   …………. scagliola

MISURE ……………….. cm. 38 x 24

MARCHIO ……………. –

NOTIZIE

 

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mussolini primo caporale

Benito Amilcare Andrea Mussolini, noto anche con il solo appellativo di Duce (Dovia di Predappio, 29 luglio 1883 – Giulino, 28 aprile 1945), è stato un politico, militare, giornalista e dittatore italiano.

Fondatore del fascismo, fu presidente del Consiglio del Regno d’Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Nel gennaio 1925 assunse de facto poteri dittatoriali e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo primo ministro segretario di Stato. Dopo la guerra d’Etiopia, aggiunse al titolo di duce quello di “Fondatore dell’Impero” e divenne Primo Maresciallo dell’Impero il 30 marzo 1938. Fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.

Esponente di spicco del Partito Socialista Italiano, fu nominato direttore del quotidiano di partito Avanti! nel 1912. Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò opinione, dichiarandosi a favore dell’intervento in guerra. Trovatosi in netto contrasto con la linea del partito, si dimise dalla direzione dell’Avanti! e fondò Il Popolo d’Italia, schierato su posizioni interventiste, venendo quindi espulso dal PSI. Nell’immediato dopoguerra, cavalcando lo scontento per la “vittoria mutilata”, fondò i Fasci italiani di combattimento (1919), poi divenuti Partito Nazionale Fascista nel 1921, e si presentò al Paese con un programma politico nazionalista e radicale.

Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, puntò alla presa del potere; forzando la mano alle istituzioni, con l’aiuto di atti di squadrismo e d’intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 con la marcia su Roma, Mussolini ottenne l’incarico di costituire il Governo (30 ottobre). Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, instaurò nel gennaio 1925 la dittatura, risolvendo con forza la delicata situazione venutasi a creare dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti. Negli anni successivi consolidò il regime, affermando la supremazia del potere esecutivo, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito.

Nel 1935, Mussolini decise di occupare l’Etiopia, provocando l’isolamento internazionale dell’Italia. Appoggiò quindi i franchisti nella guerra civile spagnola e si avvicinò alla Germania nazionalsocialista di Adolf Hitler, con il quale stabilì un legame che culminò con il Patto d’Acciaio nel 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali.

Nel 1940, ritenendo ormai prossima la vittoria della Germania, decise per l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale. In seguito alle disfatte subite dalle Forze Armate italiane e alla messa in minoranza durante il Gran Consiglio del Fascismo (ordine del giorno Grandi del 24 luglio 1943), fu arrestato per ordine del Re (25 luglio) e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell’Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. In seguito alla definitiva sconfitta delle forze italo tedesche, abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945, dopo aver invano cercato di trattare la resa. Il tentativo di fuga si concluse il 27 aprile con la cattura da parte dei partigiani a Dongo, sul lago di Como. Fu fucilato il giorno seguente insieme alla sua amante Claretta Petacci.

( Data la vastità degli argomenti su Benito Mussolini,  si rimanda a consultazioni personali su web. )

CERAMICA UMBRA nel periodo 1900-1950

In Umbria la presenza di artisti nei centri ceramici è stata rilevante. Basti pensare a personaggi quali Corrado Cagli (autore di una famosa scultura del Duce, in nero fratta, dal volto simile a questa maschera di MUSSOLINI)  e Dante Baldelli presso le Ceramiche Rometti di Umbertide ovvero di Aldo Pascucci, Zulimo Aretini, Ruffo Giuntini, Gaetano Magazù, Alfredo Santarelli, Lorenzo e Alberto Rubboli, Ezio Cocchioni, Gabriele Bicchioni, Alberto Stolz, Lety Loi, Enrico Ciuti e Settimio Rometti alla CIMA (Consorzio Italiano Maioliche Artistiche), Alpinolo Magnini, Angelo Micheletti, Ubaldo Grazia, Gennaro Strino, David Zipirovic e Nino Strada a Deruta, Aldo Ajò a Gubbio.

La presenza della cultura ceramica romana si riscontra alla Salamandra di Perugia con le figure plastiche e i disegni innovativi di Davide Fabbri, ma non vanno trascurati i contributi artistici dati alla manifattura da personaggi quali Francesco Nonni, Francesco Molaroni, Marcello Fantoni, Emma Bonazzi e finanche Guido Andlovitz e Giò Ponti.
Va evidenziata altresì l’esperienza del letterato e archeologo Pericle Perali ad Orvieto che, insieme a Ilario Ciaurro e ad altri, aprì nel 1920 la manifattura Arte de Vascellari con lo scopo di fabbricare maioliche che rappresentassero la cultura e lo stile della terra umbra. Un’annotazione particolare va riservata alla figura di Zulimo Aretini, nato a Monte San Savino ma figlio adottivo dell’Umbria, per i suoi “graffiti” e le esperienze futuriste con Giacomo Balla. Anche Germano Belletti, nato a Faenza ma perugino di adozione, va menzionato fra i grandi artisti presenti in mostra.

 

Adolfo Wildt (Milano, 1º marzo 1868 – Milano, 12 marzo 1931) è stato uno scultore, disegnatore e medaglista italiano, membro dell’Accademia d’Italia dal marzo 1929.

I busti di Benito Mussolini

Wildt realizzò diverse copie in diversi materiali di busti raffiguranti Mussolini, il primo dei quali, in gesso, fu esposto la prima volta il 28 ottobre 1923, il giorno del primo anniversario della Marcia su Roma.
Era di Wildt il famoso busto di Benito Mussolini che adornava la Casa del Fascio di Milano e la cui distruzione a colpi di piccone nell’aprile del 1945 rimane una delle immagini iconiche della fine del fascismo.
Altre varianti del busto sono conservate nei Musei civici d’Arte e Storia di Brescia (versione del 1923) e nella GAM di Milano (1924). Quest’ultima scultura si differenzia dalle altre in quanto non è un busto, bensì una maschera, realizzata in marmo di Carrara.

 

Fonti Ceramica Umbra

7.21

Informazioni aggiuntive

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Peso 5 kg
Dimensioni 50 × 50 × 35 cm
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