176 Legione MVSN SARDEGNA – Cagliari AMSICORA

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Scudetto da braccio per uniforme da Ufficiale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, della 176° LEGIONE MVSN SARDEGNA. Seta policroma ricamata su supporto semirigido. Appartenuto ad un ufficiale della MVSN , campione olimpionico del 1932,1948 e dirigente CONI settore Ciclismo.

Misure mm.110 x 78 , in ottime condizioni.

 

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Descrizione

Descrizione

Scudetto da braccio per uniforme da Ufficiale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, della 176 Legione MVSN SARDEGNA denominata «Cacciatori Guide di Sardegna» CAGLIARI. Realizzato su supporto semirigido, cartoncino rivestito di seta bianca, con meravigliosi ricami in seta policroma a raffigurare lo scudo rosso crociato, su sfondo bianco, accantonato dai 4 MORI BENDATI simbolo della Sardegna, ed in alto la dicitura 176 LEG. MVSN CAGLIARI , il tutto circondato da una cornice tricolore Verde,Bianco e Rosso. Lo scudetto fa parte del lotto di un ufficiale della Milizia, che fu grande atleta degli inizi del ‘900 presso la Società Sportiva AMSICORA di Cagliari, e partecipò alle olimpiadi di Los Angeles del 1932, e di Londra del 1948, per diventare successivamente un alto funzionario del CONI , e dirigente e promotore di sports in prevalenza ciclismo negli anni a seguire.  Lo scudetto è in condizioni perfette, un oggetto di estrema bellezza e di altrettanta rarità, come raro è tutto il materiale sardo del periodo fascista.

MATERIALE   :  Seta policroma ricamata su supporto semirigido

MISURE  :  mm. 110 x 78

MARCHIO  : –

NOTIZIE

 

Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale

La Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (in acronimo MVSN, spesso genericamente identificata con la locuzione camicie nere a causa delle camicie di colore nero adottate quale parte della divisa, come spesso indicato anche nella storiografia non italiana) è stato un corpo di gendarmeria a ordinamento militare e dal 1924 una forza armata dell’Italia fascista, creata il 1º febbraio del 1923, sulla base delle vecchie squadre d’azione fasciste, per concorrere a “mantenere all’interno l’ordine pubblico”. Il primo comandante generale fu Italo Balbo. La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale nasceva dall’esigenza del Partito Nazionale Fascista, di irregimentare le squadre d’azione in una vera e propria milizia riconosciuta dallo Stato. Benito Mussolini incaricava una commissione  composta da Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi, Aldo Finzi, Italo Balbo e Attilio Teruzzi, di studiare il problema.

Per approfondimenti specifici , link utili sulla Milizia

 

176 LEGIONE MVSN SARDEGNA

15a Zona “Sardegna” (Sede Cagliari)

 

Legione Nome Sede n° di Coorti Coorti distaccate

(1927)

Battaglioni CC.NN.*
Mobilitati Territoriali
175a Salvaterra Iglesias 3 II, III Carloforte CLXXV (1939) CCCLXXV T
176a S. Efisio poi Cacciatori Guide di Sardegna Cagliari 4 Monserrato, Quartu S. Elena, Decimomannu (176 Legione MVSN Sardegna) CCLXXVI (1935)

CLXXVI (1939)

CCCLXXVI T
177a Logudoro Sassari 5 Alghero, Tempio, Macomer, Nuoro CLXXVII (1939) CCCLXXVII «T»
178a Gennargentu (1928) Nuoro ? v. 177a, 181a CLXXVIII (1939) CCCLXXVIII «T»
180a S. Teodoro poi Barbagia Isili  4 Mandas, Aritzo, Lanusei  –
181a Arborea Oristano  5 Ruina, Ales, Macomer, Ghilarza  –

 

MILIZIA COLONIALE e 176 Legione MVSN Sardegna

Nel settembre del 1923 il Governo decise di inviare in Colonia tre Legioni scelte in diverse regioni italiane, ugualmente prodighe alla Patria di valorosi combattenti: la 176a «Cacciatori Guide di Sardegna» (Cagliari, da dove proviene appunto l’ufficiale della nostra 176 Legione MVSN SARDEGNA), la 171a «Vespri» (Palermo) e la 132a «Monte Velino» (Avezzano). Esse non avevano nessuna preparazione particolare per la vita coloniale, ma assolsero tuttavia completamente il compito loro assegnato.

  • 132a «Monte Velino» di Avezzano, al comando del Console Enrico Pamphili, forte di 52 ufficiali e 977 CC.NN.
  • 171a «Vespri» di Palermo, al comando del Console Gianniní, forte di 35 ufficiali e 689 CC.NN.
  • 176a «Cacciatori – Guide di Sardegna» di Cagliari, al comando del Console Riccomanni, forte di 51 ufficiali e 1.067 CC.NN. – 176 Legione MVSN Sardegna

Il 18 settembre già prendono imbarco:

  • da Napoli, col piroscafo «Italia», la 132a Legione;
  • da Cagliari, col piroscafo «Solunto», la 176a Legione;
  • da Siracusa, il 19, sempre sul «Solunto», la 171a Legione.

La 132a Legione sbarca a Homs il 20 settembre. La 176 Legione MVSN Sardegna, sbarca a Tripoli, mentre la 171a prosegue, via mare, e sbarca a Misurata Marina. Le tre Legioni della Milizia sono agli ordini del Console Generale Vittorio Vernè. L’addestramento dei legionari, iniziato in Italia e continuato in colonia, fu svolto con particolare cura, giacché era necessario far comprendere alla truppa le caratteristiche del nemico arabo, dalla sua mentalità e del suo specifico modo di combattere. Per combatterli efficacemente occorreva quindi:

  • avanzare arditamente anche senza rispondere al fuoco;
  • assumere un largo fronte e formazioni celeri e sottili;
  • guardarsi fianchi e tergo;
  • tenere sempre una riserva prossima;
  • manovrare, esplorare a largo raggio, mai ritirarsi se il nemico è alle calcagna.

I mesi passarono fra addestramento, scorte a carovane, istruzioni e tiro. In particolare:

  • la 132a Legione effettua scorte a carovane tra Horns e Kussabat; pattuglie escono dai fortini ogni notte;
  • la 171a Legione costituisce la difesa di Misurata Marina ed effettua lavori di riattamento; servizio di pattuglie ogni notte;
  • la 176 Legione MVSN Sardegna , a Tripoli, presidia la linea di comunicazione Tripoli-Azizia-Garian.

Operazioni nella regione dell’Orfella

Le operazioni sono condotte da due colonne di truppe, una alle dipendenze del Colonnello Mezzetti, muovente da Sliten e Misurata, l’altra agli ordini del Generale Graziani, da Tarhuna e Garian. Fa parte della prima colonna una centuria, la 3a della 171a Legione, con una sezione mitragliatrici. Con la colonna Graziani muovono due centurie: una sarda (della 176 Legione MVSN Sardegna) ed una abruzzese (132a). Il 15 dicembre le truppe iniziano la marcia verso i loro obiettivi. Il 17 le CC.NN. fiancheggiano la colonna Bozzani che dal giorno precedente ha preso il posto della Mezzetti; il 18 sono verso Suani el Mescerrek, a 85 km. da Misurata.

Il 24 la colonna Graziani è a Tarhuna, il 25 a Giaret dove è attaccata da gruppi di cavalieri ribelli che vengono duramente battuti. Il 27 la colonna punta su Beni Ulid; a 8 km. dalla meta viene attaccata da circa 3.000 ribelli che vengono sanguinosamente respinti dopo diverse ore di lotta. Nel primo pomeriggio le CC.NN. attaccano alla baionetta l’abitato di Beni Ulid; ne segue una lotta terribile di casa in casa e nelle strette viuzze e quindi una disperata fuga degli arabi nettamente sconfitti.

Intanto, per esigenze operative in Cirenaica tutta la 176 Legione MVSN Sardegna – meno la centuria operante a Beni Ulid – veniva trasferita, via mare, a Bengasi, partendo da Tripoli, sul piroscafo «Yosto» (25 ufficiali e 340 legionari) e sul piroscafo «Città di Tripoli» (23 ufficiali e 374 camicie nere). Partenza da Tripoli il 13 dicembre e sbarco a Bengasi il 19-20 dicembre 1923. Il comando Legione viene stabilito a Bengasi, la maggior parte della Legione tra Zuetina ed Agedabia.

27 dicembre. Posto di Regima. Viene avvistato un forte gruppo di ribelli. 70 legionari, 30 cacciatori d’Africa, 10 zaptíè ed una sezione mitragliatrici escono dalla ridotta ed inseguono i ribelli fino all’Uadi Gattara dove trovano e distruggono il campo ribelle.

26 marzo 1924. Una pattuglia di CC.NN., a un chilometro dalla ridotta di Zuetina, scopriva circa 200 ribelli, che, divisi in due gruppi di fanti e cavalieri, attaccavano la pattuglia l’uno e la ridotta l’altro. La pattuglia sostiene l’urto e ripiega combattendo verso la ridotta. I ribelli intanto arrivano a breve distanza dai reticolati ma i legionari partono al contrattacco: 150 camicie nere escono dalia ridotta, si slanciano alla baionetta e mettono in fuga il nemico inseguendolo per otto chilometri e catturando armi e munizioni. Al termine della operazione contro gli Orfella, la centuria sarda che vi aveva partecipato, è trasportata in Cirenaica e, ricongiunta alla sua 176a Legione (176 Legione MVSN Sardegna) viene destinata al presidio di Apollonia.

20 maggio 1934. Scade il termine per la ferma contratta dalle CC.NN. e le Legioni 132a e 171a sono concentrate a Misurata, Homs e Tripoli per il rimpatrio. Sbarcano a Napoli il 23 maggio festosamente accolte dal popolo, dal Capo di S.M. della Milizia e dal Ministro delle Colonie. La 176 Legione MVSN Sardegna è invece trattenuta per altri due mesi.

Il 25 maggio a Roma le due legioni rimpatriate vengono passate in rivista da Mussolini in Piazza Indipendenza. Il giorno stesso ripartono per le loro sedi, dove avviene la smobilitazione. La 176 Legione MVSN Sardegna parte il 26 luglio per Napoli, il 27 è a Roma e viene passata in rivista dal Generale De Bono; il 28 riparte per Napoli e Cagliari dove ha luogo la smobilitazione.

Legioni Libiche Permanenti della M.V.S.N.

Delle due Legioni istituite col R.D. n. 1166 del 1° maggio 1924 e che fu convertito in legge il 24 dicembre 1925, una fu destinata alla Tripolitania e l’altra alla Cirenaica. Ogni Legione ebbe la formazione su due Coorti e la forza di 44 ufficiali e 1.500 CC.NN.

  • 1a Legione «Oea» con sede a Tripoli – Comandante Console Lorenzo Bardi e successivamente Console Giacinto Melchiori .
    • I Coorte dislocata a Homs – C.te Seniore Fernando Guidoni.
    • II Coorte dislocata a Tripoli. Le centurie delle due coorti erano dislocate in varie località: Sliten, Misurata Marina, Zuara Marina, Buerat.
  • 2a Legione «Berenice» costituita il 1° maggio 1924, con sede a Bengasi. Comandante: Console Riccomanni, poi il Console Ademollo per 5 anni e successivamente il Console Matarelli (reduce di Adua). La Legione ha partecipato a tutte le azioni ed a tutti i combattimenti contro i ribelli con una vita intensa dal 1924 al 1931.

La 1a Legione ebbe vita assai più tranquilla della 2a perché la Tripolitania era molto più pacificata della Cirenaica e la Legione non dovette quindi essere impegnata in grandi operazioni coloniali. Pagò comunque il suo tributo di sangue ed ebbe la sua parte di gloria. Nei dieci anni della sua esistenza: ebbe 20 caduti nell’adempimento del dovere – provenienti dalle varie regioni d’Italia – e molti suoi uomini vennero decorati.

Battesimo del fuoco

8 aprile 1925 – Apollonia – Una centuria e si porta sul luogo ove i ribelli avevano attaccato la ridotta “Filtro”. La centuria si lancia all’assalto delle colline dove si è piazzata la massa dei ribelli, attaccando malgrado il vivo fuoco avversario: ricupera il bestiame e mette in fuga i ribelli.

13 giugno 1925 – La 33a centuria a El Regima, al comando del Capomanipolo Bronzi, si getta nel combattimento liberando uno squadrone di savari (6) da accerchiamento.

8 febbraio 1926 – Una colonna agli ordini del colonnello Ronchetti conquista Giarabub. Sui 635 nazionali che ne fanno parte, moltissimi sono i legionari, comandati dal C.M. Nello Broggi.

Dal 22 gennaio al 12 marzo, oltre 50 CC.NN. alle dipendenze sempre del C.M. Nello Broggi, intervengono alle operazioni intorno a Giarabub inquadrate nella colonna del colonnello Ronchetti.

24 maggio 1926 – Baltet el Zalagh – Le CC.NN. di scorta alla squadriglia autoblindo si scontrano con i ribelli, mettendone 30 fuori combattimento; resta ferita una camicia nera.

28 maggio 1926 – Grave scontro della squadriglia autoblindo Lorenzini con forti gruppi ribelli; essi lasciano sul terreno 84 morti e numerosi feriti. Per questa importante azione vengono decorate varie CC.NN.

16 luglio 1926 – La squadriglia autoblindo cattura una carovana di contrabbando e prosegue la marcia verso El Charruba.

17 luglio 1926 – A Umm el Ghislan, inseguendo gruppi di ribelli, la squadriglia impegna combattimento contro 200 di essi (di cui circa 60 a cavallo) che, sotto le raffiche della mitraglia, si danno alla fuga lasciando sul terreno una decina di armati.

4 agosto 1926 – A Udeiat en Nefafit, la squadriglia insegue e raggiunge altro gruppo di ribelli; dopo lo scontro essi lasciano sul terreno una decina di morti. A seguito di segnalazione aerea la squadriglia prosegue per Uadi Sammalus impegnando combattimento contro circa 60 cavalieri che si sottraggono con la fuga.

11 agosto 1926 – Ricognizioni verso Gars el Remteiat; altro scontro con vari gruppi di cavalieri che lasciano sul terreno due uomini.

15 agosto 1926 – Concorso della squadriglia all’azione del Gruppo Piatti ad Abiar ez Zoitat impegnata contro 300 armati che difendono grosse carovane e molto bestiame. Gli uomini della centuria speciale attaccano i ribelli volgendoli in fuga. Restano a terra 45 nemici.

18 agosto 1926 – La squadriglia autoblindo della Legione sorprende nell’Uadi el Heleighìua un accampamento di 10 tende, attacca e mette in fuga quattro greggi e una trentina di cammelli scortati da più di trenta armati. Dopo breve scontro il nemico abbandona il campo lasciando al suolo 2 morti e 2 fucili.

8 settembre 1926 – Nel territorio di el Mechili, tra Uadi el Gherna e Uadi el Taaban, la squadriglia autoblindo sorprende dei mietitori che raccolgono orzo protetti da armati ribelli. Senz’altro si inizia la lotta. Poco dopo i ribelli sono volti in fuga lasciando sul terreno morti e feriti, ma una parte di essi, irriducibile, si è annidata nei pressi dell’Uadi e resiste ancora. Le CC.NN. appiedano e si lanciano all’assalto; durante il combattimento cadono due valorosi, ma i ribelli sono tutti annientati. È un giorno di lutto per i legionari.

25 settembre 1926 – La squadriglia sorprende a Msus un altro gruppo di ribelli che immediatamente assale uccidendone 5.

28 settembre 1926 – Di ritorno a Es Sceidina, nuova sorpresa a Msus e altro leggero scontro coi ribelli.

14 ottobre 1926 – A circa 10 Km da Ghedir Garrubit Hammàma la squadriglia avvista una trentina di cavalieri che stanno scortando una carovana. Subito viene iniziato l’inseguimento; i ribelli riescono a sfuggire, ma la carovana è distrutta.

15 dicembre 1926 Una pattuglia uscita da Mechili sorprende una quindicina di armati appostati nei pressi della ridotta; ne segue un vivace scambio di fucileria. Il nucleo ribelle scappa lasciando a terra un morto.

Gennaio 1927 – Il nucleo CC.NN. facente parte della Colonna Lorenzini viene portato a cento legionari e ne è affidato il comando al Centurione Marcello Mereu con alle dirette dipendenze il Capomanipolo Silvio Cirina. Nel gennaio stesso, il reparto della colonna, nel corso delle operazioni di questa, prende parte ad un vivacissimo scontro.

Metà febbraio 1927 – Un manipolo di 30 CC.NN. al comando del C.M. Bajali viene assegnato tatticamente alla 23 squadriglia autoblindo “Lancia” per partecipare alla presa dei presidi avanzati del Sud Bengasino. Quale scorta della sezione Autoblindo, le CC.NN. si trasferiscono ad Agedabia e Zuetina e successivamente si congiungono alla colonna Ruggia per Ramptìa. Con la colonna occupano Saunno e conquistano Giof el Matar, futura base per raggiungere Gialo e Cufra.

Luglio 1927 – Cento CC.NN. al comando del Centurione Michele Olivas fanno scorta alla colonna idrica; altre Centurie fanno scorta alle colonne rifornimento da Barce a Maraua.

18 luglio 1927 – Ad Abiar bu Sfeia, a causa del terreno le autoblindo non possono continuare l’inseguimento di una carovanaribelle. Tutti gli uomini di scorta vengono lanciati all’inseguimento con una mitragliatrice a spalla, per oltre un chilometro. La C.N. Barzaghi, da solo, impegna un gruppo di ribelli e ne uccide uno.

21 luglio 1927 – Zavia el Neia – Due sezioni autoblindo e 30 CC.NN. accerchiano e distruggono una carovana di circa 170 cammelli; nello scontro vengono uccisi una cinquantina di armati Abid.

28 luglio 1927 – Presso Uadi el Cuf, le 50 CC.NN. facenti parte del primo scaglione della squadriglia autoblindo, al primo pronunciarsi di un attacco a fuoco proveniente da scoscesi roccioni, bravamente ne scalano le pareti occupandone la sommità e disperdendo i ribelli. Permettono così il regolare deflusso di tutta l’autocolonna.

11 agosto 1927 – Uadi el Agheila, Uadi ci Gabr. – Scontro decisivo contro il gruppo ribelle di Dor Abid. Le autoblindo sono fortemente impegnate ed il Comandante la retroguardia, centurione Marcello Mereu invia il Vicecaposquadra Dal Canto con otto CC.NN. per mantenere il collegamento fra le autoblindo e la retroguardia. Dal Canto si porta coi suoi uomini sul fianco di un gruppo di armati che tenta sfuggire al fuoco delle autoblindo e li impegna inchiodandoli fino al sopraggiungere della sezione autoblindo del Tenente Bonelli che lo libera dalla difficile situazione, giacché il numero molto maggiore dei nemici stava per avere il sopravvento sulla piccola squadra di animosi; restano ferite le CC. NN. Dolci e Prigione, leggermente un’altra camicia nera. Nell’azione generale il nemico lascia sul terreno 211 morti.

27 agosto 1927 – I ribelli incendiano i fondi degli uadi per evitare l’inseguimento delle autoblindo e il tiro dell’artiglieria. Tutte le CC.NN. con il Cent. Mereu alla testa si gettano all’inseguimento, prendendo contatto con l’avversario dopo circa tre chilometri. All’urto i ribelli fuggono, lasciando a terra 5 morti e 3 feriti. Nessuna perdita fra le CC.NN. Sempre in agosto una colonna di autoblindo composta di CC. NN. e Cacciatori di Africa al comando dei Generale Mezzetti marciò a tenaglia nella zona del Gebel centrale cirenaico. L’operazione risultò vittoriosa e magnifico fu il comportamento delle CC.NN. e dei reparti del R. Esercito.

4 settembre 1927 – In un combattimento si trova fortemente impegnato il valoroso XIV btg. ascari eritrei.

13 settembre 1927 – Altro grosso scontro: la squadriglia autoblindo sorprende due accampamenti ribelli e li attacca. Otto CC. NN., con lunga e faticosa marcia riescono a portarsi nascostamente sul fianco sinistro di una delle carovane inseguite dalle autoblindo, portando a spalla una mitragliatrice. Aperto un fuoco infernale, sorpresi anche gli armati di scorta, li costringono a buttarsi nell’Uadi in cui era appostata una sezione autoblindo e questa blocca e distrugge gli avversari. Questi perdono 70 uomini, 60 fucili e le tende incediate.

7 dicembre 1927 – Circa 50 ribelli attaccano la ridotta Ilcaia, assalendo anche l’accampamento degli operai indigeni. Con pronto intervento accorrono la CC. NN. e mettono in fuga il nemico.

13 dicembre 1927 – L’episodio di Got el Sas – Un reparto di 40 CC.NN. su 4 autocarri, agli ordini del Seniore Spinosa, parte all’alba da Barce per trasportare a Glades Abid materiale da reticolati e riprendere un tenente del Genio che vi si trova per servizio. Terminata la pianura, gli autocarri si inerpicano sulla carovaniera montando attraverso gole strette ed aride; ad un gomito c’è la gola di Got el Sas. Le CC. NN, hanno con loro solo una vecchia mitragliatrice Schwarzlose. Il primo autocarro è appena entrato nella gola quando un fischio acutissimo precede la prima scarica di fucileria dei ribelli in agguato: una C.N. cade fulminata, due rantolano sul fondo dell’automezzo, altre sono ferite. Una seconda scarica investe il secondo autocarro; i mezzi hanno le gomme a terra e sono inchiodati al suolo. Le CC.NN. si gettano dagli autocarri, il comandante Spinosa si carica la mitragliatrice a spalla e la piazza dietro ad un cespuglio mentre urla ai legionari di attaccare. L’assalto è immediato e affronta il nemico viso a viso. Tutti lottano con furore e valore; ad un tratto due pallottole colpiscono il treppiede della mitragliatrice che s’inceppa. I ribelli lo capiscono e serrano le CC.NN. sempre più dappresso incitati dalle acutissime grida delle donne beduine. I legionari sono tutti in piedi pronti a sostenere l’ultimo urto a pochi metri, quando si riesce a far funzionare nuovamente la mitragliatrice le cui raffiche fermano con gravi perdite l’orda degli arabi. Il seriore Spinosa approfitta del momento favorevole per spostare l’arma in posizione più elevata; nel frattempo invia a Barce un autocarro meno avariato a chiedere rinforzi, con il carico di tre morti e quattro morenti. L’autocarro riesce ad arrivare a Barce: tutti vogliono andare al soccorso; CC.NN., Ascari, Cacciatori d’Africa impegnano una gara per arrivare prima a Got el Sas. La II Coorte CC.NN. vola al soccorso. Intanto, a Got el Sas, Spinosa ed i suoi attendono mentre nel cielo appare uri aereo che coi gesti fa capire che gli autocarri arrivano. Ma i 150 ribelli sono ormai fuggiti. Su 40 uomini, le dolorose perdite sono: 5 morti e 12 feriti.

Gennaio 1928 – Operazioni di rastrellamento contro le tribù dei Mogarba, nella Sirtica, tra Buerat e Nufilia; condotta dalle truppe della Tripolitania e della Cirenaica. Vi partecipano anche le CC.NN.

11-12 gennaio 1928 – Le autoblindo dei Legionari della Cirenaica si lanciano all’inseguimento dei Mogarba che fuggono verso Zeila; resa di armati e greggi dopo un breve combattimento.

13-14 gennaio – L’azione viene spinta ulteriormente verso Zeila. Il 20 viene costituito il gruppo squadriglie autoblindo che comprende la centuria speciale di CC.NN. al comando del Centurione Mereu.

Il 27 gennaio: scontro di Maaten Salma; restano sul terreno 20 arabi.

31 gennaio – Una squadriglia autoblindo incontra nei pressi di Maaten Salma un gruppo di ribelli coi quali ha uno scontro. Un proiettile fora la corazza di una macchina una C.N. I ribelli fuggono.

20 febbraio 1928 – Due C.C. NN. uscite dalla ridotta dì Sleaia si imbattono nei ribelli già messi in fuga da una nostra pattuglia.

31 marzo 1928 – A sud di Baltez ez Zalagh viene sorpresa una grossa carovana scortata da oltre 300 armati. Alle 9 si inizia il combattimento che prosegue aspro per oltre due ore; poi l’inseguimento viene spinto per circa 50 Km verso ovest. I ribelli lasciano al suolo circa 200 morti, raccolti 50 fucili.

13 aprile 1928 – A Uadi es Scebica il gruppo squadriglie avvista gruppi di armati con carovane e greggi; appena scoperti, gli arabi si buttano nelle profonde fosse dell’Uadi, dove le autoblindo non possono inseguirli a causa del terreno. Due sezioni autoblindo ed una cinquantina di CC.NN. si lanciano ugualmente all’inseguimento riuscendo ad infliggere ai ribelli la perdita di 15 uomini.

30 aprile – Un forte numero di armati attacca di sorpresa la ridotta di El Abiar presidiata dalla 12a centuria che effettua un immediato contrattacco. Resta inutilizzata una mitragliatrice e viene ferita una C.N.

Maggio 1928 – Agli ordini del Generale Graziani, la squadriglia autoblindo della 2a Legione partecipa all’occupazione dell’Oasi di Zeila.

28 maggio 1928 – Un nucleo della squadriglia alla frontiera orientale, in zona Bir Giaìn, avvista cavalieri armati con bestiame e li insegue fino a tiro di mitragliatrice; gli arabi sparano violente scariche di fucileria a comando. Il comandante del nucleo conduce i suoi uomini all’attacco alla baionetta. Nell’assalto cadono due CC.NN., restano feriti 3 CC.NN. Il nemico è annientato: lascia sul campo 40 morti.

16 luglio 1928 – Un nucleo autoblindo al comando del C. M. Clementi, in ricognizione verso Bir el Hauarin, punta su Bir Gasra; a 500 metri dal pozzo viene investito da fucileria nemica. Il nucleo si scinde per accerchiare i ribelli che vengono sopraffatti lasciando a terra 2 morti e 5 fucili.

8 agosto 1928 – Un aereo da ricognizione avvista una carovana di 300 cammelli e la segnala al gruppo squadriglie che si dirige, per inseguirla, verso Aghiret el Bamba. e la individua verso le ore 10; impegnato un breve combattimento 9 dei difensori restano uccisi e quasi tutti i cammelli sono abbattuti; più tardi viene avvistata una seconda carovana che viene distrutta; restano ferite 3 CC.NN.

29 agosto 1928 – Rastrellando nella zona di Uadi el Gabr, il gruppo squadriglie incendia 34 tende di ribelli ed abbatte circa 150 cammelli. Un gruppo di ribelli che aveva fatto fuoco da una grotta è costretto ad arrendersi dopo aver perduto 12 uomini.

2 settembre 1928 – Presso Uadi Aduan si effettua l’inseguimento, da parte del gruppo squadriglie, di una grossa mandria di cammelli; durante lo scontro e nella fuga i ribelli perdano 3 uomini e 250 cammelli fra abbattuti e catturati.

22 settembre 1928 – Il nucleo autoblindo della frontiera orientale, uscito da Parto Bardia, verso Uadi Tut u Fahail e Maaten er Rarnla, sostiene un asperrimo scontro di oltre tre ore con gruppi di ribelli: lo sconfigge infliggendogli la perdita di 12 morti.

1° ottobre 1928 – Su precise segnalazioni, la squadriglia autoblindo punta con la colonna di operazioni su El Agheila – Es Scerghia. Dopo mezz’ora sono avvistati gli armati ribelli. La squadriglia compie manovra di avvolgimento e dopo aspro combattimento li sbaraglia. Restano feriti 2 CC.NN. I ribelli hanno perduto 28 morti, 28 fucili ed una bandiera.

16 dicembre 1928 – Altro scontro della 2a squadriglia: 6 ribelli uccisi, catturati un migliaio di asini e 2 cavalli.

7 gennaio 1929 – La squadriglia corre in appoggio del 2° gruppo meharisti impegnato ad Aghiret el Mater; i ribelli perdono altri 16 uomini.

20 gennaio 1929 – Il gruppo squadriglie, in marcia verso Gara el Mesciarreia, viene informato da un aereo che la colonna Mezzetti è fortemente impegnata contro una mehalla ribelle; accorre e, malgrado il terreno quasi impercorribile, interviene. Il XV Btg. eritreo viene lanciato all’assalto delle dune mentre la squadriglia prende alle spalle la mehalla distruggendola dopo un’ora di dura lotta. Il nemico lascia sul terreno 226 morti tra cui il capo, 151 fucili.

Febbraio 1929 – Occupazione dell’Oasi di Gialo. Vi partecipa la squadriglia autoblindo CC.NN. con il Cent. Mereu, marciando alla destra della colonna Mezzetti. L’occupazione avviene il 15 febbraio alle ore 12.

25 marzo 1929 – Scontro con una carovana difesa da 10 armati; i ribelli restano uccisi, la carovana distrutta.

6 aprile 1929 – il gruppo squadriglie partito da Agedabia il 4 per rintracciare una mehalla ribelle, avvertito dagli aerei che essa si trova nella zona di Bir bu Ghedaria. Seguito dalla colonna del Ten. Col. Maletti, il gruppo punta verso la mehalla che trova ed attacca verso le 11. I ribelli oppongono un’accanita resistenza, ma vengono messi in fuga ed inseguiti per oltre 15 km. Gravi perdite del nemico: 160 morti.

17 novembre 1929 – Breve scontro a Uadi el Gherna.

8 dicembre 1929 – Le Squadriglie 1a e 2a CC.NN. impegnano un combattimento contro una carovana difesa da ribelli; trovato fra i morti nemici il nipote di Omar el Muktar. (Caporibelle della Senussia).

8 gennaio 1930 – La 23 Squadriglia CC.NN. del centurione Alfonso Cuomo sorprende, a Got el Gill una carovana e la cattura.

1° febbraio 1930 – Le Squadriglie CC.NN. 1a e 2a, su segnalazione dell’aviazione sorprendono ed attaccano una carovana fortemente scortata. Dopo un breve scontro l’avversario perde 2 uomini e 30 cammelli. Rimane ferito una C.N.

10 marzo 1930 – La 2Squadriglia CC.NN. unitamente al comando del gruppo parte da Abiar el Charaz puntando su Bir el Gauìa. Alle 8, in prossimità di Belat Abd el Hafìd, in terreno cespuglioso, si scontra con ribelli appostati che aprono il fuoco immediatamente. Dopo un’ora il gruppo ribelle è distrutto e lascia sul terreno 43 morti, 32 fucili e 2 pistole. Resta ferita una C.N.

20 giugno 1930 – Altro scontro a Ghedir es Sciamar; il nemico sfugge, lasciando a terra un caduto mentre il bestiame viene tutto catturato.

5 luglio 1930 – Giunge notizia che i ribelli provenienti da Cufra hanno catturato una carovana di sottomessi partita per Gialo. Muove subito da Agedabia la 3a Squadriglia autoblindo con il Centurione Zennaserto; comanda la operazione il Ten. Col. Maletti. Dopo sei ore di corsa nel deserto si avvista la carovana. I ribelli, calcolato il loro vantaggio di forze, muovono ad assalire circondando le CC.NN. coi cavalieri e aprendo contemporaneamente il fuoco. I miliziani rispondono solo quando il nemico arriva a 100 metri. Alla prima raffica cinque di essi rimangono uccisi; sull’autocarro delle CC.NN. una mitragliatrice è già inutilizzata dal fuoco avversario, il mezzo viene subito circondato ed il suo comandante rimane ferito. I legionari intanto si sono lanciati contro i nemici. Il Ten. Col. Maletti, subito avvertito, getta a corsa pazza la macchina verso il punto dove si trova l’autocarro con le sue CC.NN. Queste, attaccando a destra e sinistra, riescono a mettere in fuga i ribelli che non sono ancora caduti. Otto nemici in tutto sono scampati. Si inizia l’inseguimento che termina solo quando tutti gli avversari sono morti: complessivamente 20.

Riconquista del Fezzan

Come sempre per tutte le altre azioni, vi partecipano reparti della Milizia. Gruppi di Sahariani, agli ordini del Duca delle Puglie, occupano Uau el Kebir. La marcia su Murzuk e Ubari è compiuta in appena tre giorni. Truppe miste dell’Esercito e della Milizia piombano di sorpresa su Gatroso: i Summi si sottomettono e consegnano le armi.

Il 24 febbraio la colonna del Generale Graziani, comprendente reparti di CC.NN. occupa Ghat e le popolazioni consegnano 2.350 fucili. Un anno dopo, sotto il governo del Gen. Badoglio viene occupata anche Cufra.

Operazioni contro Omar el Muktar (dal 10 marzo al 23 aprile 1931).

10 marzo 1931 – La 2a Squadriglia autoblindo incontra un centinaio di ribelli nella zona di Zuaiet el Mrassas. Questi cercarlo di sfuggire all’attacco gettandosi nel fondo dell’Uadi el Sahal, non percorribile da automezzi. La squadriglia apre ugualmente il fuoco infliggendo una decina di perdite agli avversari.

26 marzo 1931 – La 3a Squadriglia esce da Agedabia e a circa 30 km da Bir el Rteima raggiunge – in una conca – un accampamento ribelle e si apre a ventaglio per attaccarlo. Nascosti nei cespugli gli arabi accolgono le macchine con furiose scariche. La squadriglia passa distrugge e prosegue. Il XX Btg. ascari eritrei, in rastrellamento, trova 11 morti e raccoglie armi varie, catturando inoltre 300 tra cammelli ed ovini.

22 aprile 1931 – Sempre la 3a squadriglia, uscita in ricognizione, dopo un breve scontro a Bir el Gherrari (2 ribelli morti) prosegue per Bir el Beter e scopre una mandria di cammelli scortata da ribelli. Subito attaccati e sconfitti perdono 7 caduti, 95 cammelli e 4 bovini.

23 aprile 1931 – Proseguendo le operazioni, nasce un altro scontro a Bir el Tengheder. I ribelli aprono il fuoco per primi colpendo per ben nove volte il radiatore di una autoblindo. I legionari si lanciano sui ribelli e li annientano, causando loro 8 morti e catturando 85 cammelli. Le CC.NN. sono guidate dal Centurione Zennaro e dal Capomanipolo Visentini che ricevono un encomio solenne. Con la cattura di Omar el Muktar e la resa totale dei ribelli e la successiva pacificazione della Cirenaica, termina l’epopea della 2a Legione libica di CC.NN. «Berenice». Quale riconoscimento del contributo apportato e del valore dimostrato dai reparti, al Labaro della Legione viene assegnata la Croce di Guerra al V.M.

La Legione ha dato questo contributo di sangue: caduti in combattimento: 12; morti per cause riconosciute dipendenti dal Servizio: 42.

In data 20 settembre 1934 le due Legioni permanenti sono ridotte a Coorti permanenti e trasformate il 4 maggio 1935 in Battaglioni CC.NN. poi inquadrati ciascuno in un reggimento di Fanteria Cacciatori d’Africa.

 

Fonti Wikipedia , Regio Esercito

11.20

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Peso 1 kg
Dimensioni 35 × 35 × 35 cm
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